Freud:la teoria della sessualità e il complesso edipico

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testo completo riguardante le teorie fondamenteli di Freud (2 pagine formato doc)

La teoria della sessualità costituisce l'aspetto più"dirompente"della psicoanalisi e quello che ha generato le maggiori opposizioni.
Prima di Freud la sessualità era sostanzialmente identificata con la genitalità,ossia con il congiungimento con un individuo di sesso opposto,ai fini della procreazione. Di conseguenza,secondo questo schema,la sessualità"dovrebbe mancare nell'infanzia,subentrare intorno all'epoca della pubertà e in connessione con il suo processo di maturazione,esprimersi in fenomeni di attrazione irresistibile esercitata da un sesso sull'altro;la sua meta dovrebbe essere l'unione sessuale". Ora, se ciò fosse vero,resterebbero inspiegate tutte le tendenze psicosessuali differenti dal coito.
Ad esempio resterebbero inspiegate la sessualità infantile,la sublimazione(cioè il trasferimento di una carica originariamente sessuale sopra oggetti non sessuali,come il lavoro,l'arte,la scienza ecc.)e le perversioni(termine che in Freud non presenta connotazioni valutative,ma semplicemente descrittive,in quanto egli intende,con esse,un'attività sessuale che"ha rinunciato al fine riproduttivo e persegue il conseguimento del piacere come fine indipendente"). Di conseguenza,Freud fu condotto ad ampliare il concetto di sessualità,sino a vedervi un'energia suscettibile che si dirige verso le mete più diverse e in grado di investire gli oggetti più disparati. Energia che Freud denominò libido,ovvero la forza vitale che tende a esprimersi in desideri che premono per essere soddisfatti e la loro soddisfazione genera piacere.