Illuminismo filosofico: riassunto e definizione

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Illuminismo filosofico: riassunto, definizione ed esponenti (11 pagine formato doc)

ILLUMINISMO FILOSOFICO: RIASSUNTO E DEFINIZIONE

L' Illuminismo è il movimento che si sviluppa nella seconda metà del 700 (generalmente si utilizza la data di pubblicazione dell’Enciclopedia, il 1752, cioè un dizionario ragionato in cui compaiono voci e le loro spiegazioni basate tutte su conoscenze che si hanno in merito a quell’argomento).
Questo periodo è connesso all’ascesa della borghesia perché generalmente il filosofo illuminista (philosoph) è borghese, anche se ci sono illuministi aristocratici (Voltaire per esempio) che però si dedica ai modi di vita borghesi ma in entrambi i casi il philosoph è colui che indaga sulla ragione e la mette a disposizione di tutti.
L’illuminismo è stato definito da Kant come l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità dell’uomo che deve imputare a sé stesso, per sua colpa: questa uscita si ottiene grazie all’uso della ragione in modo critico in quanto l’uomo deve “osare sapere” (sapere aude) e deve sottoporre a critica i pregiudizi, la religione, la metafisica per indagare e distinguere il vero dal falso sia per sé che per creare giovamento alla società di cui fa parte.

Illuminismo: caratteri generali

ILLUMINISMO: DEFINIZIONE

L’illuminismo è la continuazione ideale del Rinascimento (come se fosse il secondo rinascimento) perché celebra l’individuo, rifiuta il principio di autorità e vuole che l’uomo diventa padrone della terra e della natura. In alcuni versi si pone sotto la scia del rinascimento, per altri versi se ne differenzia: il rinascimento credeva nel culto del passato e degli antichi che invece nell’illuminismo scompare oppure nel rinascimento non si nega Dio ma ci si concentra più sull’uomo invece nell’illuminismo si nega l’esistenza di un Dio trascendente.
L’illuminismo è anche erede della rivoluzione scientifica perché ritiene che la scienza sia migliore rispetto alla metafisica, infatti le dottrine della conoscenza nell’illuminismo sono le dottrine dell’empirismo.

Esponenti dell'Illuminismo: riassunto

ILLUMINISMO: RIASSUNTO

La storia. La concezione della storia non è né provvidenzialistica né escatologica (come quella di S. Agostino) bensì si sostiene che l’unico soggetto della storia sia l’uomo quindi si esclude l’intervento divino nel mondo. Questo atteggiamento anti-provvidenzialista è sostenuto da Voltaire nel CANDIDO che è un romanzo filosofico in cui, prendendo spunto dalla catastrofe di Lisbona del 1755 (avvenimento realmente accaduto), dimostra che è assurdo pensare che ci sia una provvidenza che agisce sul mondo ma afferma che i mali del mondo devono essere combattuti dalla scienza che è la prima tra le attività cognitive e dall’intelligenza dell’uomo.
Quindi se la storia non è manifestazione divina ma si limita ad essere qualcosa di umano, significa che nella storia sono stati commessi degli errori e potranno anche essere ricommessi poiché secondo gli illuministi l’errore è l’ignoranza e dove c’è ignoranza (quindi dove non c’è l’uso della ragione) c’è il regresso.
Gli illuministi sono critici nei confronti del passato perché lo ritengono un periodo sintomo di ignoranza, superstizione, violenza e costituisce una ruggine di cui ci si deve liberare. Ma guardando al passato con atteggiamento critico, alcune epoche vengono salvate cioè ritengono che in alcuni momenti e con alcuni personaggi sia stata usata la ragione umana (V secolo in Grecia o età di Pericle, la Roma di Cesare Augusto e quella di Augusto, la Francia di Luigi XIV) ma oltre a questi periodi il passato è segnato dall’ignoranza.