Kant, Critica della ragion pratica: riassunto

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analisi della Critica della ragion pratica di Kant. Riassunto della Critica della ragion pratica di Immanuel Kant (5 pagine formato docx)

KANT, CRITICA DELLA RAGION PRATICA: RIASSUNTO

La critica della ragion pratica è un’opera di carattere etico - morale.


Anche in quest’opera Kant esprime il criticismo: analizza attraverso la ragione, la ragione stessa allo scopo d’individuare all’interno della ragione gli imperativi della morale, ossia le regole che la ragione detta all’uomo nel guidare la sua azione morale.
La ragione pratica può essere:
•    La ragion pura pratica non è condizionata ne dalla sensibilità, ne dell’esperienza.
•    La ragion empirica pratica, che, invece, è condizionata da sensibilità ed esperienza.
Sensibilità nell’ambito etico - morale indica la parte animosa dell’uomo (desideri, inclinazioni, sentimenti) e questa spinge l’uomo ad agire in modo individuale, siccome la sensibilità separa gli uomini che, ovviamente, hanno diverse inclinazioni, desideri, ecc.
Esperienza nell’ambito etico - morale indica il contesto/società in cui è proiettato l’uomo.

Kant, La Critica della ragion pratica: spiegazione


KANT, CRITICA DEL GIUDIZIO RIASSUNTO

Kant mette in evidenza che, se agiamo sotto il condizionamento della sensibilità o dell’esperienza, non agiamo moralmente, perché si agisce moralmente solo se si agisce sotto la ragion pura pratica, incondizionata da questi due fattori.
Kant mette in evidenza che, per quanto nell’uomo esista una forte spinta alla virtù, non riuscirà mai al 100% ad essere virtuoso (un santo), siccome è un binomio di ragione e sensibilità, dunque è limitato per costituzione.

In questo risiede l’illuminismo Kantiano, perché l’illuminismo è una filosofia che riconosce i limiti umani (la filosofia di Kant è un’ermeneutica della finitudine = rappresenta l’ uomo come essere finito).

Critica della ragion pratica: schema di filosofia


RAGION PRATICA DI KANT BREVE

Nella critica alla ragion pratica troviamo la stessa tendenza all’infinito che era presente nella “critica alla ragion pura”, solo che quest’ultima aveva ad oggetto la conoscenza (che non si poteva realizzare al 100% in quanto l’uomo non potrà mai conoscere il noumeno). Qui  la finitezza riguarda l’azione morale : l’uomo non potrà mai agire moralmente completamente (spinta verso la santità), in quanto la sensibilità a volte prende il sopravvento.
Proprio perché l’uomo è un binomio di sensibilità e ragione, si mette in evidenza la libertà dell’uomo, proprio per questo l’uomo può scegliere se agire più verso la sensibilità o la ragione.
Se l’uomo agisse solo secondo la ragione sarebbe un santo, se agisse solo secondo la sensibilità sarebbe un animale e in entrambi i casi la natura dell’uomo sarebbe necessitata, senza alcuna possibilità di scelta. La morale kantiana si fonda sulla libertà dell’uomo. Per Kant l’uomo è l’unico che si pone il problema della morale, perché ogni azione dell’uomo è la conseguenza della sua libera scelta.