Ludwig Feuerbach: il pensiero

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Il pensiero del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. La religione come alienazione dell'uomo e le conseguenze (1 pagine formato doc)

FEUERBACH: PENSIERO

Feuerbach.

Religione come alienazione dell'uomo. Dio è una creazione dell’uomo. Feuerbach interpreta l’assoluto di Hegel come una riduzione della religione alla filosofia; questo assoluto dovrà essere immanente: la conquista di Hegel è giudicata da Feuerbach di capitale importanza perché è completamente ridotto il discorso su Dio al dominio dell’uomo. L’idea di dio altro non è che il risultato della proiezione in un illusorio “aldilà”, cioè in una sfera trascendente, di alcue proprietà della specie umana, le quali vengono personificate in una “ipostasi” trascendente che si ritiene separata dall’uomo e dal mondo e che sia degna di adorazione.
Secondo Feuerbach è l’uomo che ha creato Dio a propria immagine e somiglianza. La teologia altro non è che un’antropologia rovesciata.

Marx, Hegel e Feuerbach a confronto

FEUERBACH: RELIGIONE

Aspetto positivo della religione: infanzia dell’umanità. L’uomo conosce la propria natura prima imperfettamente nella religione (infanzia dell’umanità) e poi più chiaramente nella filosofia. Per questo la religione ha un valore positivo perché rappresenta "la prima coscienza che  l’uomo ha di sé". L’umanità adulta abbandona questa visione imperfetta per approdare ad un giudizio critico. La filosofia di Feuerbach vuole infatti dimostrare che la religione altro non è che la proiezione di un aldilà che l’uomo fa della propria essenza/specie umana, in questo senso è coscienza dell’infinito.l’uomo sente il divino come separato da sé.
Aspetti negativi della religione. Scissione dell’uomo - dal momento che l’uomo nella religione pone il divino, vive in una situazione di disagio, di scissione interiore. Questa scissione tra finito (l’individuo) e infinito trova il corrispettivo riflesso nel potere finito che l’uomo ha,ma nel suo desiderio (l’ottativo) è invece infinito. Definisce la religione l’ottativo del cuore umano che trova la sua espressione nella preghiera. La preghiera è il gemito dell’umanitò sofferente.
Alienazione - la religione è “vera” perché è un modo attraverso il quale l’uomo conosce la propria natura, ma al tempo stesso è “falsa” in quanto è coscienza di se stessi in un essere ritenuto diverso da sé. La religione non è rappresentazione dell’assoluto, ma della specie umana. Mentre per Hegel la religione era la necessaria alienazione dell’assoluto, per Feuerbach è piuttosto la patologica alienazione dell’uomo, il quale perde le proprie qualità positive in un’entità trascendente. La religione è insomma un’espropriazione delle qualità umane, sottratte all’uomo e rese soprannaturali.

IL PENSIERO FILOSOFICO DI FEUERBACH

CONSEGUENZE. Ateismo - la religione è dunque un’estraniazione, l’uomo si spoglia della propria ricchezza per dissiparla in cielo. Bisogna superare questo stato. E' dunque questo il compito della filosofia, di riconoscere il finito come infinito, ponendo non il finito nell’infinito, ma ponendo l’infinito nel finito. lo scopo della filosofia sarà allora quello di mondanizzare l’idea, incarnare il puro Logos. Mettere l’uomo al posto di dio. Non c’è più posto per dio. Svuota il discorso su dio.