Nietzsche e Marx

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Riassunti di Filosofia su Nietzsche e Marx (2 pagine formato doc)

Nietzsche
Nietzsche opera in un contesto storico dove il mondo è spiegato con la scienza, e quindi è un mondo fenomenologico.
Nietzsche giunge quindi alla conclusione che il mondo reale non è spiegabile solo con l’apparenza delle cose, ma bisogna andare oltre.
Questa “crisi d’occidente” ha inizio con Socrate, il quale inaugura una filosofia basata sulla ragione che esalta i concetti a discapito della vita e dei suoi valori.
Crea un dualismo tra Apollineo e Dionisiaco, i quali erano fusi nella tragedia di Eschilo, in equilibrio tra loro.
Già da Euripide vediamo l’inizio di questa crisi: nelle sue tragedie infatti non si parla più di Dei, come in quelle di Eschilo e Sofocle, ma di uomini comuni (come il contadino ad esempio).
Già qui l’apollineo comincia a prevalere sul dionisiaco, la razionalità sull’irrazionalità.


Socrate rappresenta emblematicamente la morte della tragedia greca.
Nietzsche indaga quindi l’origine della tragedia greca, individuandola nel coro tragico.
Inizia pensando che la soluzione di questa crisi sia nel riportare l’equilibrio tra Apollineo e Dionisiaco grazie alla musica.
Sicuramente influenzato dal suo amico musicista Wagner e dall’origine della tragedia greca, dopo la rottura della loro amicizia però cominciò a pensarla diversamente: bisognava portare a compimento la tendenza nichilista.
Il compito di Nietzsche era quindi quello di dimostrare che il mondo metafisico Socratico era falso.
Ecco quindi che prende piede il Nichilismo, ovvero lo spazzare via tutti i vecchi valori, e lo fa con la celebre frase “Dio e morto”, ovvero la caduta dei valori tradizionali da Socrate in poi.


Nietzsche parla poi della morale intesa come una maschera. 
Quando nasciamo ci vengono dati dei principi, delle regole da rispettare per adeguarci alla società, alla massa.
Non siamo più noi, reprimiamo i nostri istinti per rispettare le regole a noi date.
Si vien a perdere quindi la propria individualità.