Nietzsche e Marx

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Riassunti di filosofia contemporanea su Friedrich Nietzsche e Karl Marx (2 pagine formato doc)

NIETZSCHE E MARX

Nietzsche.

Nietzsche opera in un contesto storico dove il mondo è spiegato con la scienza, e quindi è un mondo fenomenologico.
Nietzsche giunge quindi alla conclusione che il mondo reale non è spiegabile solo con l’apparenza delle cose, ma bisogna andare oltre.
Questa “crisi d’occidente” ha inizio con Socrate, il quale inaugura una filosofia basata sulla ragione che esalta i concetti a discapito della vita e dei suoi valori.
Crea un dualismo tra Apollineo e Dionisiaco, i quali erano fusi nella tragedia di Eschilo, in equilibrio tra loro.
Già da Euripide vediamo l’inizio di questa crisi: nelle sue tragedie infatti non si parla più di Dei, come in quelle di Eschilo e Sofocle, ma di uomini comuni (come il contadino ad esempio). Già qui l’apollineo comincia a prevalere sul dionisiaco, la razionalità sull’irrazionalità.
Socrate rappresenta emblematicamente la morte della tragedia greca.
Nietzsche indaga quindi l’origine della tragedia greca, individuandola nel coro tragico.
Inizia pensando che la soluzione di questa crisi sia nel riportare l’equilibrio tra Apollineo e Dionisiaco grazie alla musica.
Sicuramente influenzato dal suo amico musicista Wagner e dall’origine della tragedia greca, dopo la rottura della loro amicizia però cominciò a pensarla diversamente: bisognava portare a compimento la tendenza nichilista.Il compito di Nietzsche era quindi quello di dimostrare che il mondo metafisico Socratico era falso.
Ecco quindi che prende piede il Nichilismo, ovvero lo spazzare via tutti i vecchi valori, e lo fa con la celebre frase “Dio e morto”, ovvero la caduta dei valori tradizionali da Socrate in poi.

Karl Marx e Il Capitale: riassunto

NIETZSCHE E MARXISMO

Nietzsche parla poi della morale intesa come una maschera.
Quando nasciamo ci vengono dati dei principi, delle regole da rispettare per adeguarci alla società, alla massa.
Non siamo più noi, reprimiamo i nostri istinti per rispettare le regole a noi date.
Si vien a perdere quindi la propria individualità.
Chi è quindi il superuomo?
È colui che comprende la caduta dei valori tradizionali, che se ne fa carico e che quindi “rompe” questa maschera intesa come morale, da cui è infatti libero.
Il superuomo deve fare i conti anche con l’eterno ritorno dell’uguale: In Nietzsche si perde la concezione di tempo lineare, il prima e il poi. Il prima è anche il dopo, vi è una concezione di tempo ciclica.
Questo vorrà dire che tutti i dolori e le sofferenze che viviamo oggi e che abbiamo già vissuto si ripresenteranno nel futuro.
Il superuomo però comprende che, se la storia si ripete con tutti i suoi dolori, si ripeteranno anche i piaceri.
Bisogna infatti godersi la felicità del presente cosicché se la storia si ripeterà ne deriveranno solo i suoi piaceri.
La volontà di potenza è la potenzialità che hanno tutti gli uomini a migliorarsi, sempre se questi lo vogliano.

RELIGIONE IN MARX E NIETZSCHE

Marx
Di Feuerbach è una celebre frase: Non è Dio ad aver creato l’uomo, ma è l’uomo ad aver creato Dio.
Marx concorda con l’affermazione di Feuerbach, ma lo critica per non aver spiegato il perché.
L’uomo si aliena perché sta male nella società e crea la religione.
L’uomo è alienato per il lavoro che compie.
Che cos’è il lavoro? Il lavoro è il trasformare la natura, ma se l’uomo modifica la natura anche questa modifica l’uomo.
Attraverso il fare quindi l’uomo conosce il mondo circostante.
Qual è la differenza tra il lavoro dell’uomo e il lavoro dell’animale?
Nell’uomo oltre al lavoro vi è anche l’idea di lavorare.
L’idea di lavoro è sia positiva che negativa: Se io penso che domani dovrò andare a lavorare, quest’idea è per me una fonte di stress (Quindi negativa), ma mi prepara anche psicologicamente per il lavoro che andrò a fare che quindi sarà migliore (E quindi positiva).
La disoccupazione è negativa: il lavoro è utile poiché realizza l’uomo e lo rende utile, l’assenza di questo non lo permette di realizza.
Marx guarda la Londra del 1800 (Poiché vi fu il boom industriale) dove vi era il capitalismo, il quale rendeva l’operaio schiavo.