I sofisti: pensiero e caratteristiche

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Pensiero dei sofisti e caratteristiche culturali della sofistica, la corrente filosofica dell'antica Grecia (4 pagine formato doc)

CHI ERANO I SOFISTI

I Sofisti.

I Sofisti sono quegli intellettuali che insegnavano, a pagamento, l’arte dell’argomentare. Ebbero generalmente una pessima fama soprattutto per gli aristocratici che li ritenevano interessati ai soldi più che alla verità. I sofisti spostarono l’interesse dalla natura dell’uomo sulla politica, le leggi, la lingua e la religione. Divennero i filosofi dell’uomo e della città. Ciò avvenne per la situazione politica che c’era ad Atene: la democrazia.
Ciò permetteva a tutti di poter partecipare alla pubblica assemblea e inoltre ci fu una forte apertura ai traffici commerciali. Aumentò quindi la domanda di formazione per la retorica e la persuasione. I meteci, gli ospiti che non potevano partecipare alla vita politica, si diedero quindi all’insegnamento, mettendosi a disposizione di chiunque volesse imparare. Possiamo dire che sono i primi veri docenti dell’antichità. Il loro scopo era quello di mettere tutti in condizione di poter partecipare all’assemblea e controbattere le opinioni altrui. Questo anche perché non si era più condizionati da miti e credenze tradizionali, ma il discorso era guidato con un maggior uso della ragione. Pertanto i sofisti saranno anche coloro che separeranno la parola dalla verità, creando un maggior soggettivismo. Saranno, inoltre, i primi a intendere la cultura come la formazione globale e non specialistica di un uomo, e come virtù che prescinde dai natali. Possiamo quindi dire che i sofisti furono fondamentali per l’allargamento della mentalità greca, puntando sul cosmopolitismo invece che sul nazionalismo.

I sofisti: significato e caratteristiche

SOFISTI PENSIERO

PROTAGORA. Protagora, originario di Abdera, fu il primo grande sofista. Giunse ad Atene al momento di maggior splendore. Tenne scuola in numerose città e fu molto stimato da Pericle, sebbene creasse opposizioni per le sue idee spregiudicate.
Tra le sue opere: “Ragionamenti demolitori” e “Le Antilogie”.
È uno specialista dell’argomentare, quindi avrà campo libero nella democratica Atene. Per sostenere le sue spese inizierà a farsi pagare per trasmettere agli altri questa sua abilità nella retorica.
Famosa è la sua frase: “L’uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono”. Intende con questo precisare che l’uomo è norma e giudizio dei fatti che lo circondano. L’uomo visto sia come singolo, sia come comunità che come specie.

I SOFISTI: RIASSUNTO

Protagora con questo esprime una forma di:
1. umanismo, in quanto l’uomo è baricentro del giudizio
2. fenomenismo, in quanto l’uomo percepisce i fenomeni ma non la realtà
3. relativismo, in quanto non esiste verità assoluta
Con questo egli smontava la teoria di una verità assoluta parmenidea. Si potrebbe ora arrivare alla conclusione che tutto è vero, e il soggettivismo porterebbe ad un’anarchia, visto che ad ogni verità ci sono infinite antilogie. Protagora ovvia a questa eventualità con la possibilità di scelta: è necessaria una mediazione fra le verità “forti” basandosi sul criterio “debole” dell’utilità privata e pubblica. In definitiva Protagora ad una concezione oggettivistica ed assolutistica della verità, sostituisce una concezione umanistico-storicistica, tutta in funzione dell’utilità.