Riassunto su Hobbes e Locke

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riassunto e schema del pensiero politico di Hobbes e Locke, con breve confronto (3 pagine formato doc)

Riassunto su Hobbes e Locke - INTRO: Giusnaturalismo è la corrente di pensiero che pone il diritto di natura, assoluto ed eterno, prima di quello positivo, dettato dalle organizzazioni politiche del tempo.

Contrattualismo è altrettanto importante.
Due tipi di giusnaturalismo, quello antico strettamente legato a Dio. Leggi di natura e diritto di natura -> Leggi e diritto di Dio. Quello moderno si basa sulla ragione, si concentra maggiormente sui diritti piuttosto che sui doveri. Superiorità del naturale determina che ispiri il positivo o che ne dia i contenuti stessi. Positivo stabilisce anche un sistema di pene e dipende dalle strutture governanti, mentre il naturale specifica solo quali dovrebbero essere le norme da seguire.

Per Hobbes l’importante era la tutela dell’ordine, onde evitare nuove guerre civili. Per Locke, invece, l’importante era garantire la libertà, evitando l’oppressione del governo degli Stuart. Stesso punto di partenza, due risultati diametralmente opposti.

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Il contrattualismo, invece, è quella corrente che rielabora il concetto di contratto, facendolo passare da accordo privato tra privati cittadini ad accordo pubblico per la fondazione dello stato.
1.1 Hobbes è il fondatore del giusnaturalismo moderno. Scienza politica si deve occupare del certo, perché la politica è una scienza certa, al contrario di quanto affermato da Aristotele che la inseriva tra quelle probabili. L’obiettivo primario di questa scienza è “trovare la via della pace”, che consiste nella sottomissione di tutti gli individui a un singolo o a una collettività.
1.2 Stato di natura, quello preso in esame è quello infrastatale (all’interno dello stesso stato, quando le leggi vengono meno). I vincoli politici e sociali si sono rotti, è necessario il richiamo alle armi, scoppia una sorta di guerra civile. E’ a questo punto che nasce una “Bellum omnium contra omnes”, guerra di tutti contro tutti. Non è caratterizzata da una costante battaglia, piuttosto da un pericolo sempre presente di morte violenta. Il tutto è dettato da tre fattori principali: Vanagloria, Guadagno (i beni sono limitati), Diffidenza reciproca. Nascita della città, quindi, non è assolutamente un avvenimento spontaneo e naturale come suggeriva Aristotele. Si tratta piuttosto di un contratto tra uomini, quindi è artificiale.

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L’uomo non è un animale socievole, anzi, è un pericolo costante per tutti gli altri.
1.3 L’unico modo, secondo Hobbes, per uscire dallo stato di natura, in cui vige lo ius in omnia, cioè ogni uomo è autorizzato a fare tutto quello che ritiene necessario alla sua sopravvivenza, incluso uccidere o rubare, sono le leggi di natura. Le leggi di natura sono suggerite dalla ragione e non sono la stessa cosa del diritto di natura. Il diritto di natura è lo ius in omnia, cioè la completa libertà. Le leggi di natura sono invece delle vere e proprie regole che permettono di uscire dalla situazione di pericolo. Prima regola: ricerca pace. Per far sì che le leggi di natura abbiano effetto, è necessario che tutti gli uomini rinuncino al proprio ius in omnia per evitare una morte violenta. Se rinunciasse uno solo farebbe una brutta fine. Chi non rinuncia, non viene inglobato nella nuova società che si viene a formare.

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