Mito della caverna, Platone: riassunto e simbologia

Appunto inviato da eugeniog1
/5

Il ritorno alla caverna come metafora della finalità politica del filosofare, la condanna dell'arte, il terzo periodo di Platone, la nozione generale di essere, la Dialettica, il bene per l'uomo, il mito del Demiurgo, la visione matematica delle cose e Le leggi. Riassunto e simbologia del mito della caverna di Platone (7 pagine formato doc)

MITO DELLA CAVERNA, PLATONE: RIASSUNTO E SIMBOLOGIA

Il mito della caverna e la sua simbologia.

Mito della caverna: immaginiamo che vi siano degli schiavi incatenati in una caverna sotterranea che sono costretti a guardare solo davanti a loro. Sul fondo della caverna gli schiavi guardano le ombre delle statuette che sono portate da dietro un muro da alcune persone; le statuette fanno la loro ombre sul fondo della caverna grazie ad un fuoco che le illumina.
I prigionieri ovviamente scambiano quelle ombre per la sola realtà esistente.
Ma se un prigioniero si liberasse dalle catene, girandosi vedrebbe le statuette e così capirebbe che son o le statuette la realtà e non le ombre.
Ma se riuscisse ad uscire dalla caverna lo schiavo capirebbe che la vera realtà s non sono nemmeno le statuette ma la realtà che vede fuori la caverna.
All'inizio lo schiavo, abbagliato dalla luce non riuscirà a vedere bene gli oggetti e li vedrà riflessi nelle acque.
Poi finalmente riuscirà a vedere la luce del sole e la realtà. Dopo di ciò lo schiavo vorrebbe dire quello che ha visto ai  suoi amici prigionieri ma si rende conto che se tornasse nella caverna, a causa dell'oscurità, lui non riuscirebbe a vedere neanche le ombre e così nessuno alla fine gli crederebbe in quanto direbbero che ha gli occhi guasti.
Infatti alla fine, infastiditi dal suo tentativo di liberarlo, lo ucciderebbero.

Significato del mito della caverna di Platone

MITO DELLA CAVERNA DI PLATONE SIMBOLOGIA

La simbologia.
Schiavi prigionieri = maggior parte delle persone incatenate alla doxa (ignoranza).
L' interno della caverna = il nostro mondo empirico (mondo quotidiano).
Le ombre  = l'immaginazione (grado più basso della conoscenza) (sogni,fantasie, illusioni).
Le statuette= le cose del mondo sensibili corrispondenti al grado della credenza.
Fuoco = archè dei presocratici.
Fuori dalla caverna= l'iperuranio (mondo delle idee).
Il riflesso dell'acqua = conoscenza dianoetica, le idee matematiche che preparano alla filosofia (intuizione).
IL sole = l'idea del bene.
L'Idea del bene è l' idea più perfetta che comunica la sua perfezione a tutte le idee.
Lo schiavo che ritorna nella caverna: il dovere del filosofo di far partecipi gli altri delle proprie conoscenze.
Il filosofo ucciso: la morte di Socrate.

Spiegazione del mito della caverna di Platone

MITO DELLA CAVERNA DI PLATONE RIASSUNTO

Il ritorno alla caverna come metafora della finalità politica del filosofare.
Il fine del filosofo per Platone è il governo della città e quindi lo schiavo rientra nella caverna per liberare gli altri e insegnare ai compagni quale è la realtà. Non c'è politica senza filosofia e non c'è filosofia senza politica. Infatti secondo Platone il filosofo deve utilizzare tutte le conoscenze per la fondazione di una comunità giusta e politica.

Il mito della caverna: spiegazione

PLATONE L'UOMO DELLA CAVERNA

Ma al suo ritorno il filosofo è stato ucciso: Socrate.
La condanna dell'arte. Nel libro "La Repubblica" Platone fa la condanna dell'arte: Platone condanna l'arte perché:
1) L'arte secondo Platone è una imitazione di una imitazione, di 3 gradi lontana dal vero perché ad  esempio la statua di un'atleta imita l'altleta (essere umano) il quale a sua volta è la copia dell'idea perfetta di atleta che sta nell'iper- uranio.
2) L'arte viene condannata perché corrompe gli animi: perché nella commedia rappresentate passioni basse degli uomini.
3) Secondo alcuni studiosi Platone condanna l'arte perché in Grecia l'arte aveva un ruolo fondamentale nell'educazione dei giovani e per questo era in concorrenza con la filosofia. Inoltre l'arte era nata prima della filosofia, infatti i giovani greci studiavano l'Iliade di Omero. Nella poesia le idee rappresentate con vizi umani e quindi poesie di Omero non hanno grande rappresentazione nobilitante.