Riassunto su Pico della Mirandola

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Pico della Mirandola: l'oratoria sulla dignità dell'uomo, la filosofia, la critica contro il determinismo astrale e i confronti con Marsilio Ficino (2 pagine formato doc)

PICO DELLA MIRANDOLA

Giovanni Pico della Mirandola, signore della Concordia, è stato uno dei grandi letterati vissuti durante il Rinascimento Italiano.

Pico condivide molti processori da cui prende ispirazione con Ficino (Ermete, Platone, Plotino), sebbene la posizione di quest’ultimo, evidentemente Platonica, faccia una dura critica all’Aristotelismo imperante. Pico, dalla sua parte, considera invece Aristotele come un anello della catena sapienziale a base della teologia cristiana.
L’obiettivo di Pico è infatti quello di creare le condizioni per una concordia universale: il suo amore per Aristotele, unito all’interesse per Platone, sarebbe unito da “una completa comunanza di significati”. Ogni filosofia, per Pico, sarebbe portatrice di una parte della verità, attraverso mezzi e strumenti differenti (L’intuizione platonica, il razionalismo aristotelico).

Pico della Mirandola: De hominis dignitate

PICO DELLA MIRANDOLA, FILOSOFIA

Per dimostrare in modo pratico la sua teoria della concordanza della filosofia, Pico progettò un convegno a Roma per cui scrisse quasi 900 tesi, che avrebbe dimostrato i punti in comune delle diverse correnti filosofiche e religiose, cristiane, arabe, cabalistiche, platoniche, aristoteliche, ermetiche, in cui egli sottolineava i nessi tra filosofie, più che dividerle. Da Platone ad Aristotele ad Avicenna e Averroè, fino a Tommaso e Duns Scoto. (La cabala “ricezione”, è una tradizione mistica ebraica, secondo cui l’interpretazione accurata del testo della Bibbia porterebbe grandi rivelazioni. Si tratta di teoria analitica assieme a riti pseudo-magici.) Pico scrisse anche “L’orazione”, ossia un trattato di difesa dell’essere umano e della sua dignità in quanto tale. Purtroppo la chiesa richiese l’analisi delle tesi: Innocenzo VIII condannò le tesi eretiche o sospette d’eresia. La pubblicazione della difesa di Pico, “Apologia”, aggravò la situazione, così il Papa istituì un tribunale d’inquisizione per eresia. Pico poté solo fuggire a Firenze, dove Lorenzo de Medici ottenne  il permesso di farlo stanziare a Firenze, dove difatti rimase fino alla morte nel 1488.

PICO DELLA MIRANDOLA, DE HOMINIS DIGNITATE

L’orazione sulla dignità umana è uno dei testi chiave del Rinascimento, ispirato all’Ascelpio ermetico, a definire l’uomo come “grande miracolo”. L’uomo, la creatura prediletta di Dio, ha una natura indeterminata, può ciò essere fautore della decisione sulla sua natura. Mentre le bestie nascono tali per decisione divina, l’uomo ha la possibilità di scegliere non avendo “posto determinato”, “aspetto” e “prerogativa” propria. Egli può scegliere di “degenerare” in attività inferiori, limitandosi alle esperienze vegetative e sensitive (come piante ed animali) o “rigenerarsi” nelle attività superiori, come l’attività intellettuale, e condurre un’esistenza puramente razionale. L’uomo “camaleonte”, quindi, è fautore della sua stessa natura,è ciò che decide di essere, è detentore del principio di “autodeterminazione”: ed è proprio questo “il miracolo, la grandezza e la dignità umana”.