Kant: critica della ragion pura, critica della ragion pratica e critica del giudizio

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Riassunto schematico su Kant: critica della ragion pura, critica della ragion pratica e critica del giudizio (5 pagine formato doc)

KANT CRITICA DELLA RAGION PURA

Ripasso Kant. Critica della ragion pura

  • Definizione di criticismo: è il termine con cui viene definita la filosofia di Kant, deriva dal verbo greco krino (giudicare).
    L’opera di Kant è una sorta di tribunale dove le facoltà umane sono chiamate a giustificare se stesse e in cui la ragione, somma facoltà umana (oltre al sentimento e alla moralità), fa sia da giudice che da imputato.
  • Definizione di puro: puro o trascendentale significa a priori
  • Posizioni precedenti: le due risposte a cui la rivoluzione scientifica aveva approdato erano state il razionalismo (derivato da Platone) che sostiene che la conoscenza o almeno parte di essa sia innata (a priori) i cui massimi esponenti furono Cartesio, Spinoza e Leibnitz, e l’empirismo che invece sostiene che tutta la conoscenza sia a posteriori, ovvero frutto dell’esperienza; gli esponenti maggiori furono Berkeley, Hume e Locke, una cui massima recita “L’uomo nasce che è una tabula rasa”.
  • I problemi sulla conoscenza e sulla metafisica:
  • Conoscenza e giudizio: analisi dei giudizi (analitici, sintetici a posteriori, sintetici a priori) -> ogni pensiero è giudizio, ovvero attribuire un predicato a un soggetto. Solo quando c’è giudizio ci può essere conoscenza.
    Anche qui abbiamo Aristotele alle spalle: il giudizio apofantico è quello di cui si può dire se è vero o falso.

La critica della ragion pratica cos'è

KANT CRITICA DELLA RAGION PRATICA

Bisogna trovare un tipo di giudizio che proponga una conoscenza universale e necessaria.
Tipologie di giudizi:
- giudizi analitici (a priori), universali e necessari, dal momento che il predicato non aggiunge niente di nuovo al soggetto, sono delle tautologie (“tutti i corpi sono estesi” – Kant).
- giudizi sintetici (sintetico vuole dire mettere insieme) a posteriori, il predicato aggiunge qualcosa al soggetto, ha un valore conoscitivo, ma non posso stabilire immediatamente se sia universale e necessario perché prima devo sperimentarlo (“tutti i corpi sono pesanti” – Kant).
- giudizi sintetici a priori, (7+5=12, 12 non è né 5 né 7) sono sempre veri e necessari. Le leggi matematiche sono pure astrazioni, non sono empiricamente sperimentabili, sono intellettualmente esperibili.
Bisogna vedere se sono applicabili agli oggetti di esperienza, come sia attribuibile un predicato che aggiunga conoscenza ad un soggetto, che sia quindi sintetico, ma che sia universale e necessario.

La critica del giudizio: spiegazione

  • Titolo Critica della Ragion Pura
    Critica = analisi delle condizioni di pensabilità e conoscibilità dell'oggetto da parte del soggetto.
    Della = sta ad indicare la critica sia come data sia come ricevuta: è la ragione che mette in atto la critica della ragione stessa.
    Ragione = considerata in senso lato come " facoltà che dà i principi della conoscenza a priori".
    Pura = perché assolutamente indipendente dall’esperienza tradizionalmente riferita alla materia impura.

Kant, critica della ragion pratica: schema riassuntivo