Sintesi sulla filosofia di Kant

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spiegazione del concetto di spazio e di tempo secondo Kant (3 pagine formato doc)

Sintesi sulla filosofia di Kant - L’analisi del concetto di spazio e di tempo è operata da Kant nella Critica della ragion pura.
In essa il filosofo si interroga sui modi e sulle possibilità di conoscere dell’intelletto umano. È importante sottolineare che, secondo la filosofia kantiana, l’uomo non conosce le cose come esse sono di per sé ma le conosce solo in base alle proprie modalità di apprensione. L’uomo per tanto è limitato nella sua conoscenza dalle sue stesse possibilità. Kant afferma che il tempo e lo spazio siano due forme pure a priori  dell’ intuizioni.
Lo spazio non è costituito dai fenomeni, ma questi si sviluppano e presentano tra loro rapporti e relazioni solo in quanto agenti all’interno di forme spaziali e temporali esistenti a priori. 


Lo spazio non può infatti essere conosciuto a posteriori dall’esperienza per esempio osservando due oggetti e la loro posizione reciproca in quanto già il poter stabilire una distanza tra loro presuppone l’esistenza dello spazio stesso. Lo spazio è quindi una intuizione appartenente al soggetto grazie alla quale ci è permessa una intuizione esterna. Se lo spazio è la forma secondo cui il soggetto avverte i fenomeni esterni, il tempo è la forma in cui il soggetto avverte le proprie modificazioni interne. Così il tempo non viene ricavato dall’esperienza ma è il fondamento interiore dell’animo che permette di definire se alcuni avvenimenti sono avvenuti simultaneamente o meno.
Riporto qui due estratti inerenti all’estetica trascendentale.


Che cos'è lo spazio?
Lo spazio non è altro se non la forma di tutti i fenomeni dei sensi esterni, cioè la condizione soggettiva l'unica per la quale ci è possibile un'intuizione esterna, della sensibilità. 
Lo spazio non è un concetto empirico, ricavato da esperienze esterne. Infatti, affinché certe sensazioni vengano riferite a qualcosa fuor di me (cioè a qualcosa in un luogo dello spazio diverso da quello in cui mi trovo io) e affinché io possa rappresentarmele come esterne e accanto le une alle altre, quindi non solo differenti ma anche in luoghi differenti, deve esserci già a fondamento la rappresentazione dello spazio.