La teoria della conoscenza di Fichte: riassunto

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La logica del pensiero di Fichte nella Teoria della conoscenza (2 pagine formato pdf)

TEORIA DELLA CONOSCENZA DI FICHTE RIASSUNTO

Il compito della filosofia per Fichte era di formulare una scienza della scienza.
Per lui era
necessario trovare un principio base e fondamentale di tutte le scienze. La sua filosofia era suddivisa in tre punti fondamentali:
L’io pone se stesso - Il concetto di Io è quello di autocreazione. L’origine della coscienza è l’autoinduzione dell’Io.
Per Kant alla base della coscienza vi è il principio di identità, A=A, tutto è uguale a sé stesso. Quindi da ciò noi possiamo conoscere altri elementi. Per esempio: la mela è uguale alla mela. Quando vedo un’arancia, noto che la mela è diversa dall’arancia, quindi l’arancia è uguale all’arancia. Così facendo si creano delle nuove relazioni logiche.
 

La filosofia di Fichte: riassunto

 

DOTTRINA DELLA CONOSCENZA FICHTE: RIASSUNTO

Tutto ciò lo si può riassumere affermando che SE esiste A, ALLORA A è uguale ad A. Ma chi
pone il concetto logico SE… ALLORA…? Per Fichte il concetto A=A deriva da un altro principio originario, quello dell’Io. È solo grazie all’Io che conosciamo noi stessi. È solo l’Io che pone il legame logico per dire che A è uguale ad A. Se non ci fosse l’Io penso non potremmo stabilire che A sia ciò
che sia. Ma affermando ciò, la nostra ragione può porsi questo dubbio, ma chi è che pone l’Io?
 

FICHTE DOTTRINA DELLA SCIENZA: RIASSUNTO

Fichte afferma che l’Io penso si AUTOPONE. È condizione di sé medesimo, si autocrea, si ha una nuova relazione primaria. Io=io, non più A=A. L’Io oppone a se un NON-IO “Non A non è uguale ad A”. Per affermare ciò è necessario compiere due azioni: la prima è la posizione di A, ovvero si identifica A, mentre la seconda è l’opposizione di A. L’Io ponendo se stesso non si pone in maniera statica, ma in maniera dinamica. L’azione si pone come ponente, ma l’azione pone qualcos’altro, come l’Io ponendo se stesso come ponente, l’Io pone qualcos’altro che è il NON-IO. Facendo ciò l’Io ottiene la consapevolezza di essere se stesso.