Umanesimo e Rinascimento, filosofia

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Umanesimo e Rinascimento, filosofia: riassunto dei caratteri generali e i loro principali esponenti, dal libro di Nicola Abbagnano. Come veniva considerato l'uomo, le differenze con il Medioevo e la filosofia di Montaigne e Giordano Bruno (3 pagine formato pdf)

UMANESIMO E RINASCIMENTO, FILOSOFIA: RIASSUNTO

Per lungo tempo i termini “Umanesimo” e “Rinascimento” sono stati praticamente usati come sinonimi, per indicare il movimento culturale che, fiorito in Italia nel 400, si è poi diffuso in Europa durante il 500, nel segno di un rinnovamento radicale della letteratura, dell’arte, della filosofia e della scienza.

Solo nell’800 li distinsero nettamente, vedendo nell’Umanesimo un momento Filologico-letterario incentrato sugli studi umanistici e classici, e nel Rinascimento un momento filosofico-scientifico, basato su di una più matura consapevolezza intellettuale e su di un nuovo modo di considerare l’uomo, la natura e Dio, un ritorno al principio.

Umanesimo e Rinascimento: riassunto breve

CARATTERI GENERALI UMANESIMO E RINASCIMENTO FILOSOFIA

Nel Rinascimento si ha un processo di laicizzazione del sapere che affonda le sue radici nella mentalità di intellettuali che non essendo ecclesiastici sono maggiormente portati a riconoscere l’autonomia delle varie attività umane,ossia ad avvertire l’esigenza che tali attività si svolgano secondo regole proprie, indipendenti da fini o interessi imposti dall’esterno.

Nel Rinascimento l’uomo è considerato come artefice di se stesso, fabbro della propria sorte, cioè come un essere che ha la possibilità di progettare sé stesso, atteggiandosi in mille forme diverse. Il Rinascimento ritiene che l’uomo debba costruire e conquistare a se stesso il proprio posto nell’essere.

Filosofia umanistica e rinascimentale: riassunto

UMANESIMO E RINASCIMENTO FILOSOFIA: SCHEMA

A differenza del Medioevo, il Rinascimento rifiuta l’ascetismo (il distacco dagli eventi del mondo)e crede che l’uomo non è un ospite di passaggio del reale o un pellegrino in attesa dell’aldilà,ma un essere radicato sulla terra,destinato in primo luogo a giocarsi la propria sorte nel mondo. I dotti del Rinascimento,pur non rinnegando l’idea cristiana dell’aldilà,sottolineano soprattutto l’aldiqua.Da ciò vi è l’elogio di ciò che è utile e della vita attiva,della gioia e del piacere.