Vita di Pitagora

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Pitagora: vita, scuola pitagorica, pensiero, matematica, filosofia (11 pagine formato doc)

PITAGORA: VITA

La vita di Pitagora.

Nacque a Samo una delle isole del dodecameso nel 580 a.C. circa, morì attorno al 496 a.C.. Il suo nome significa “annunciatore del Pizio”, in altre parole del dio Apollo che parla attraverso l’oracolo di Delfi. Era un filosofo e un matematico greco. Ben poco si sa della sua vita. Dopo aver viaggiato in Egitto, in Italia e Babilonia, dove raccolse informazioni matematiche, astronomiche e credenze religiose, emigrò a Crotone nella Magna Grecia per sottrarsi alla tirannia di Policrate. Crotone era uno dei tanti centri del sapere di quel tempo, dove diede impulso alla nascita di una setta filosofico – politica, esoterica (riservata ad una cerchia ristretta d’iniziati), cui potevano essere affiliate anche le donne, che sviluppò uno studio della filosofia inteso come ricerca di leggi generali e di giustificazione a tutto, che ebbe notevole successo la cui conoscenza è limitata dal fatto che l’attività della setta era solo all’inizio.
Quando la comunità fu dispersa in seguito ad una sommossa politica dei democratici contro gli aristocratici, dei quali i pitagorici erano fautori, Pitagora si rifugiò a Metaponto verso la metà del V secolo a.C.; e molti dei suoi seguaci emigrarono in Grecia. Gruppi d’adepti tornarono a Fliunte e a Tebe, dove operò Filolao.

I pitagorici, la scuola eleatica e i sofisti: riassunto

PITAGORA PENSIERO

Le sue dottrine ebbero gran diffusione e costituirono un fondamentale punto di partenza e di riferimento per molti sviluppi della mentalità greca. Pitagora era ritenuto dai contemporanei filosofo, astronomo, matematico, santo (aveva la capacità di fare “miracoli”), profeta, mago e ciarlatano. Altre comunità si costituirono ben presto in molte città dell’Italia meridionale come Taranto, esercitandovi un’influenza politica d’orientamento aristocratico e conservatore fin verso il 350 a.C. uno dei maggiori esponenti, Achita, avrà stretti rapporti d’amicizia con Platone, influendo su alcuni aspetti del suo pensiero; a Socri, inoltre, ha operato Timeo, che Platone trasformò in protagonista di un dialogo.  In lui l’intenzione etica appare per la prima volta collegata in modo sistematico con una concezione del trascendente, che individua nell’anima qualcosa d’imperituro destinato a ricevere un premio o una pena dopo la morte.

PITAGORA FILOSOFO

La singola anima immortale è destinata a ricongiungersi, dopo un percorso di reincarnazioni successive, all’anima divina. La concezione dell’immortalità dell’anima e della sua reincarnazione in altri esseri viventi, ha per conseguenza la necessità di purificarsi conducendo una vita moralmente rigorosa, in modo da poter avere una sorte migliore dopo la morte. Per il raggiungimento della purificazione è ritenuta decisiva la musica con le sue leggi, basate su rapporti numerici. Centrale fu nel pensiero di Pitagora la riflessione sui numeri, con la quale egli si riteneva in grado di spiegare la struttura atomica dell’universo.

PITAGORA MATEMATICA

Così come per il pensiero cosmologico è difficile definire i profili dell’opera matematica di Pitagora distinguendone il contributo da quello dei pitagorici (pitagorismo); gli si attribuisce il merito del riconoscimento della validità generale del teorema omonimo (peraltro già noto agli antichi babilonesi), dimostrò quelli di Talete, scoprì la teoria delle figure cosmiche, il teorema dei triangoli rettangoli che porta il suo nome, il quale afferma che la somma degli angoli interni ad un triangolo è di un angolo piatto, la costruzione d’alcuni poliedri regolari, la scoperta dell’incommensurabilità (incapacità di confrontare) tra la diagonale e il lato del quadrato, e quindi dei numeri irrazionali, i primi elementi della teoria delle proporzioni e delle similitudini, la risoluzione geometrica delle equazioni di secondo grado, la somma dei primi n numeri dispari è uguale a n2, ma soprattutto l’aver impostato una geometria razionale, operando una netta divisione tra le pratiche di calcolo (logistica) e la scienza dei numeri (aritmetica). La scienza che studiava la realtà secondo Pitagora era l’aritmogeometria. Così le relazioni matematiche si affermano come realtà immanenti delle cose. Prima di lui in Egitto e in Mesopotamia la geometria e l’aritmetica erano ritenute procedimenti numerici per risolvere dei problemi.