Popolazione europea, migrazioni, lingue e minoranze: riassunto

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Le migrazioni: riassunto. La popolazione europea, invecchiamento della popolazione, lingue, situazione in Spagna e in Irlanda del Nord; condizioni per ingresso, permanenza e cittadinanza in Francia, Spagna, Inghilterra e Germania (3 pagine formato doc)

LE MIGRAZIONI: RIASSUNTO

1.La distribuzione e la crescita della popolazione europea. Duemila anni fa gli abitanti dell'Europa erano circa 30 milioni, distribuiti nella parte meridionale.

La popolazione crebbe molto lentamente fino alla Rivoluzione Industriale, da cui partì un intenso incremento demografico. La popolazione europea conta oggi 703 milioni di persone, distribuite in modo disomogeneo: la densità è bassa nelle catene montuose e alta nella pianura padana, nel sud dell'Inghilterra, nella zona di Parigi e nella Germania centrale. La densità media è di 70 ab/km2.
La crescita della popolazione nel XX secolo è dovuta soprattutto alla diminuzione del tasso di mortalità grazie alle migliori condizioni di vita ma anche all'immigrazione. La crescita fu interrotta dalle 2 guerre mondiali, seguite da periodi positivi con alti tassi di nuzialità e di natalità, soprattutto negli anni '60 in cui si verificò il baby-boom. Da allora la popolazione ha smesso di aumentare così velocemente: il tasso di natalità è del 12 ‰, quello di mortalità del 10‰, per cui la crescita è bassa, in alcuni paesi intorno allo zero. La popolazione mondiale cresce rapidamente soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Le migrazioni intercontinentali sono destinate ad aumentare verso le regioni più industrializzate: l'Europa diventerà sempre più multietnica.

L'emigrazione italiana dalla fine dell'800 agli inizi del '900

CAUSE DELLE MIGRAZIONI

2.L'invecchiamento della popolazione. In tutto il mondo è aumentata la speranza di vita. In Europa il tasso di natalità è basso e la durata media della vita è di circa 75 anni: la popolazione sta invecchiando anche a causa del calo del tasso di fertilità. La popolazione attiva deve mantenere un'alta quantità di popolazione inattiva, per cui si sta alzando l'età pensionabile e si punta all'aumento della produttività dei lavoratori.

LE MIGRAZIONI NELLA STORIA

3.Le migrazioni più recenti. Negli ultimi anni sono aumentate le immigrazioni in Europa occidentale dai paesi sottosviluppati e dall'Europa orientale: la fine del comunismo ha aperto la possibilità di emigrare. Gli stati che ricevono più immigrati sono la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi, la Svizzera, l'Italia e la Spagna. Questi stati conoscono il rischio di aprire le frontiere in modo incondizionato: permettere a chiunque di immigrare comporterebbe diversi squilibri, per cui esistono delle leggi comuni sull'immigrazione che la limitano. Molti paesi hanno firmato la convenzione di Schengen, che prevede una politica dell'immigrazione comune, con un sistema di controlli.
Situazione attuale: nell'UE ci sono circa 35 milioni di immigrati regolari. Il 50% sono cittadini dell'UE che cercano lavoro in un altro paese membro. In Francia e Spagna gli immigrati sono tanti, ma ne risultano pochi perché tanti hanno la cittadinanza. La prima legge italiana è stata emanata nel 1990 e completata nel 1998: nel frattempo molti sono entrati irregolarmente. In Europa manca lavoro nei comparti scientifici, è un continente adatto ad accogliere immigrati. I flussi sono in continuo aumento a causa dell'aumento del divario con il terzo mondo.