La deforestazione

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La deforestazione e le società che ricercano dei rimedi (3 pagine formato doc)

Il disboscamento, o deforestazione, consiste nell'abbattimento degli alberi per motivi commerciali o per sfruttare il terreno per la coltivazione.
Il 30% delle superfici emerse del nostro pianeta è ancora occupato da foreste: esse sono perlopiù concentrate nelle aree a cavallo dell'equatore e nelle zone a clima continentale.
Fin dall'antichità l'uomo disbosca per ottenere la legna da ardere per il riscaldamento domestico o da usare come materiale da costruzione, per ottenere nuovi terreni da destinare all'agricoltura o per far spazio all'espansione urbana.
Questo fenomeno oggi interessa soprattutto le aree a clima tropicale del nostro pianeta, poiché molte foreste dei territori a clima temperato sono ormai state abbattute, soprattutto le antiche foreste dell' Europa centrale, ridotte ad occupare poche aree protette specie nel sud della Germania o in Polonia, oppure le foreste della Cina del Nord-est, o i boschi di latifoglie degli stati USA affacciati sull'Atlantico.
Nelle aree a clima tropicale le foreste sono spesso abbattute con un metodo davvero deleterio: una volta scelta la parte di foresta da abbattere, gli alberi vengono tagliati e poi, specie se il terreno servirà per coltivare, vengono dati alle fiamme, poiché la loro cenere funge da fertilizzante.
Questo sistema arreca gravi danni all'equilibrio dell'ambiente naturale, infatti la cenere fertilizza per poco tempo il terreno, mentre la distruzione del sottobosco distrugge in tutto e per tutto l'habitat della foresta pluviale accelerando fenomeni erosivi del terreno. Dopo pochi anni si deve abbandonare il terreno e disboscare un'altra area. Inoltre l'utilizzo del fuoco è molto pericoloso perché danneggia la fauna e spesso sfugge al controllo causando danni ancora più gravi.