Carlo I e il Parlamento: riassunto

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Riassunto su Carlo I, re d'Inghilterra, e lo scontro con in Parlamento (2 pagine formato doc)

CARLO I E IL PARLAMENTO

Charles I e lo scontro con il Parlamento (1625-1642). Quando Charles I (1625-1649) successe suo padre James I nel 1625, la questione di chi, tra il re e il parlamento, avesse il potere era ancora instabile.

Il padre di Charles aveva sempre evitato confronti diretti con la parte puritana, attiva dai tempi della regina Elisabeth I. Questa parte, i quali membri erano per lo più appartenenti alla classe media, avevano dato origine non solo alla religione ma anche a un movimento sociale e politico, e mantenevano una considerevole maggioranza nel parlamento.
I puritani cercavano un vero equilibrio di potere tra il re e il parlamento, e Charles I non era saggio abbastanza per inseguire, da quando lui credeva fermamente di essere un re dalla giustizia divina. Il suo regno era quindi preoccupato dei continui scontri con il parlamento che gli negava qualunque somma di denaro che gli serviva per la sua cosa e per la politica estera.
Charles I era, comunque, un patrono dell’arte e commissionava lavori dal pittore Flemish Rubens (1577-1640) a Van Dyck (1599-1641), gettando le basi dell’attuale collezione reale.

Charles I: riassunto

SCONTRO TRA CARLO I E IL PARLAMENTO

Il re diventò così coinvolto nella guerra con la Spagna e nelle spedizioni in Francia, che prevedeva un fallimento, che il parlamento ruppe in anticipo la Petition of rights, un re della Magna Carta, nel 1628.
Questo documento negava al re il potere di:
• Imporre tasse o prestiti obbligatori senza il consenso del parlamento;
• Imprigionare i sudditi senza ragioni o processi;
• Introdurre leggi di guerra in tempo di pace.
Charles era d’accordo con la Petition ma nel 1629 sciolse ancora il parlamento e governò il paese senza di esso per 11 anni. Decise di finanziare il suo governo con una tassa chiamata “ship money”. Originariamente, le città costiere davano al re le navi per la marina militare reale; ora davano soldi per costruire le navi. Charles dichiarò che tutti i paesi dovevano pagare questa ship money che fossero sulla costa o meno, infatti la marina militare difendeva tutta l’Inghilterra. Altre ragioni per lo scontro con il parlamento furono il matrimonio di Charles con Henriette Marie (1609-1669), la figlia cattolica del re di Francia Henry IV e la sua decisione di nominare il cardinale William Laud (1573-1645), un nemico dei puritani, come vescovo di Canterbury.

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CARLO I STUART E IL PARLAMENTO

Nel 1640 Charles convocò di nuovo il parlamento per ottenere le risorse necessarie a mitigare la ribellione religiosa in Scozia. La prima sessione, conosciuta come Short Parliament, fu congedata dopo tre settimane perché si rifiutavano di assecondare le richieste del re. Il parlamento fu riconvocato nelle stesso anno e fu chiamato Long Parliament, perché durò sino al 1653.
Invece di concedere i soldi, limitò la ragione divina del re intorno a una nuova legge, dove si decideva che il parlamento doveva riunirsi al massimo ogni tre anni. Il vescovo di Canterbury fu incriminato e imprigionato nella torre di Londra e il re fu chiamato a consegnare il commando delle forze armate. Charles rifiutò e la guerra civile scoppiò nel 1642.