Boccaccio - "Opere Napoletane"

Appunto inviato da vikkolo
/5

Descrizione delle "Opere Napoletane" (3 pagine formato )

L’amicizia con il Petrarca gli permise di elevare il suo stile con lo studio dei classici e da giovane si cimentò in alcune composizioni in lingua latina.
In seguito scrisse alcune poesie che confluirono nelle Rime, raccolta di poesie scritte nel corso della sua vita.

BIOGRAFIA ESSENZIALE DI BOCCACCIO (Clicca qui >>)


1. LA CACCIA DI DIANA: La prima opera giovanile importante venne intitolata “La Caccia di Diana”. Quest’opera fu molto influenzata dalla Commedia di Dante tanto che fu scritta con una terzina dantesca intorno al 1334-1335, quindi nel periodo napoletano.  Fu caratterizzata anche dall’influenza di Ovidio,  poeta latino del periodo augusteo, autore delle “Metamorfosi”, opera riguardante le trasformazioni (raccolte dei miti rielaborati degli scrittori latini).
Risentiva anche degli influssi del mito Omerico e Virgiliano della maga Circe, che trasformava gli uomini, innamorati di lei, in bestie. Egli però capovolse questo mito. L’opera si ritenne un poemetto epico-mitologico ma soprattutto fortemente allegorico.

ANALISI DEL TEMA DELL'AMORE NEL "DECAMERON" DI BOCCACCIO (Clicca qui >>)


TRAMA: Il poeta un giorno pensando all’amore decise di riunire intorno a sé tutte le donne più belle di Napoli. Vennero inviate dalla Dea Diana ad una battuta di caccia. Capeggiate dall’amata del poeta, che non venne nominata, entrarono  in un bosco e fecero un rito purificatorio bagnandosi nelle acque di un limpido ruscello. Dopo aver catturato numerose prede vennero pregate dalla dea Diana di sacrificarle e di fare voto di castità. Questa donna amata dal poeta si rifiutò dicendo che il loro cuore era preso da un desiderio e da una fiamma più elevata e coinvolse nel suo rifiuto anche le altre ragazze. La dea Diana amareggiata scomparve e venne sostituita da Venere, dea dell’amore. Tutte le prede catturate quindi vennero trasformate in giovani bellissimi e il poeta stesso, che era un cervo, diventò un uomo.

TEMA SVOLTO SU GIOVANNI BOCCACCIO (Clicca qui >>)


Compariva quindi il rovesciamento del mito della maga Circe in cui l’amore sensuale diventava degradante  e trasformava gli uomini in porci. In quest’opera invece l’amore sensuale era edificante ed educativo poiché l’amore induceva la trasformazione delle bestie in uomini. Allegoricamente la dea Diana rappresentava l’amore puro mentre la de Venere rappresentava l’amore dei sensi, passionale. L’amore che induceva alla trasformazione era senz’altro quello di Venere poiché quello della’altra implicava il sacrifico.  Si presentava tutta la spensieratezza giovanile dell’autore che non voleva il sacrificio di amore come nel caso del Petrarca ma esaltava l’amore vissuto a pieno e a quest’ultimo attribuiva una valenza educativa.