Scapigliatura: riassunto e significato

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La Scapigliatura fu un movimento artistico e letterario italiano dell'Ottocento. Riassunto e significato della Scapigliatura (4 pagine formato doc)

LA SCAPIGLIATURA: RIASSUNTO E SIGNIFICATO

Periodo storico: seconda metà 800, il romanticismo è al tramonto, si apre un nuovo scenario: il Realismo (verismo in letteratura (italia), Naturalismo (in francia)), positivismo in ambito filosofico.

Nella fase di transazione dal romanticismo al naturalismo si inserisce la scapigliatura.
Il primo ad utilizzare questo termine fù Cletto Arrighi nel suo romanzo ‘la scapigliatura e il 6 febbraio’ che descriveva un gruppo di artisti che si ribellarono alla realtà sociale in cui vivevano.
Gli scapigliati (alta e media borghesia) si presentarono anti borghesi, anti conformisti, critici nei confronti  dello stato appena nato, e del romanticismo, soprattutto quello italiano (criticando Manzoni, di cui scardinarono la struttura del romanzo storico), invece erano sostenitori del romanticismo europeo.
 Quello della scapigliatura non è considerato un vero movimento letterario, ma un atteggiamento, un modo di essere, un gruppo di scrittori che sono accumunati in negativo dalla non accettazione della società borghese in cui vivono; infatti non si può parlare di una vera poetica organica.
Del romanzo storico non accettarono la tecnica soggettiva a cui opposero la tecnica dell’impersonalità.

Scapigliatura: esponenti e caratteri generali

LA SCAPIGLIATURA: CARATTERI GENERALI

Gli scapigliati compaiono per la prima volta in italia nell’800, periodo dell’unificazione d’italia e quindi del processo economico tecnico e scientifico, emarginando gli artisti italiani i quali assumono un atteggiamento di ribellione e non accettazione della società in cui vivono (maledettismo). Tuttavia elaborano nuove tematiche: il vero e l’ideale infatti assumono un atteggiamento ambivalente: da un lato si aggrappano ai valori del passato (bellezza, arte, natura) che il progresso va distruggendo, e dall’altro rendendosi conto che ormai questi ideali sono perduti si rassegnano a rappresentare il vero. Questo atteggiamento viene chiamato dualismo da Arrigo Boito e quindi divisi tra ideale e vero, bene e male, virtù e vizio, bello e orrido.
Dimostrazione di un vivere continuamente nell’angoscia, nell’incertezza, nella disperazione esistenziale, non furono promotori di metodologie scientifiche e nelle loro opere è evidente la framtumazione della linealità temporale (confusione dei tempi verbali).

Scapigliatura, Naturalismo e Verismo: riassunto

SCAPIGLIATURA: ESPONENTI

Questa situazione conduce lo scrittore scapigliato a soffermarsi essenzialmente sul fantastico e irrazionale, del macabro e del “nero” concepito come le forze terribili che si erano scatenate sul mondo moderno provocando paura angoscia e orrore. Per cui a prevalere nel racconto sono le immagini volte a rappresentare l’orrido e l’esotismo (misterioso).
I modelli a cui guardano particolarmente sono Baudelaire che cantava l’angoscia della vita moderna e l’irraggiungibile ideale, Poe con i suoi racconti fantastici della sua vita “maledetta” e Emilio Praga. La poesia è di basso spessore, rasenta la mediocrità.