Canto 3 Purgatorio: riassunto breve

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Breve riassunto del terzo canto del Purgatorio della Divina commedia di Dante Alighieri (1 pagine formato doc)

CANTO 3 PURGATORIO: RIASSUNTO

Canto III° Misericordia di Dio! I limiti della ragione umana: Dante si incammina con Virg verso la montagna ma, ad un tratto, vede solo la sua ombra sul terreno.

Si volta spaventato ma il poeta latino lo rassicura: egli è puro spirito e quindi lascia trapassare i raggi del sole. Dio ordina che le anime possano sentire e soffrire come se avessero un corpo, ma sono  pur sempre inconsistenti. La ragione umana deve accettare ciò per atto di fede( mistero dell’operare divino, l’uomo  non deve chiedersi ogni cosa, ma deve ammettere i suoi limiti ed accettare la Volontà superire con umiltà e fede fede più importante della ragione!!).
I NEGLIGENTI SCOMUNICATI:I poeti arrivano ad un punto in cui la montagna è veramente inaccessibile (iperbole-purgatori arduo per pagare i peccati).Intanto giunge da sinistra un gruppo di anime(scomunicati-devono restare sulla spiagga,nell’antipurgatorio, per un numero di anni pari a quelli della scomunica moltiplicato per 30) che camminano piano(riflettono per espiare la loro colpa) (similitudine..le anime sono paragonate a pecorelle quiete,per sottolineare l’umiltà e la mansuetudine):si fermano spaventate all’ombra di Dante. Virg le rincuora ed esse indicano la giusta direzione.
MANFREDI DI SVEVIA:: (nella sequenza linguaggio militare)Un’anima si presenta a Dante: si tratta di Manfredi di Svevia(scomunicato 2 volte per la sua politica antipapale), re di Sicilia,figlio naturale dell’imperatore Federico II,  perito combattendo nella battaglia di Benevento, contro gli Angioini.

Canto 3 Purgatorio: riassunto

CANTO 3 PURGATORIO: RIASSUNTO BREVE

E’ ferito al viso e al petto(violenza degli uomini): sono i due colpi mortali ricevuti nella battaglia. In punto di morte si affidò a Dio che lo perdonò(Dio è benevolente, il
pentimento viene sempre accolto e ne segue il perdono), malgrado gravi peccati. Fu sepolto sotto un cumulo di sassi e  disseppellito da Clemente VI, vescovo di Cosenza, per portarlo fuori dal territorio di Napoli, che era consacrato).  Manfredi prega Dante di dire alla figlia, Costanza d’Aragon ache preghi per lui(perché la preghiera è salvezza, ma deve essere in fede). Poi descrive la condizione degli scomunicati.

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