Aminta

Appunto inviato da carlocorla
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Relazione sul famoso dramma pastorale di Torquato Tasso (2 pagine formato doc)

L’Aminta è un dramma pastorale o meglio una favola “boschereccia”, ovvero una azione teatrale ambientata nel mondo dei pastori.

Viene composta da Torquato Tasso nel 1573 ma solo nel 1581 la prima edizione viene pubblicata da Aldo Manunzio,dopo varie modifiche.
Il ‘500 è un secolo che vede il riaffermarsi della lirica pastorale proposta da Sannazaro con l’Arcadia,un genere che provocava nelle corti un notevole successo.
Nonostante fosse sotto la protezione degli estensi,l’autore non nasconde critiche verso un ceto sociale di cui non si sentiva parte mostrando invece interesse e attenzione per la campagna. Uno stile di vita bucolico,privo di turbamenti e di tensioni caratteristici dell’aristocrazia.
Il dramma pastorale è solitamente un’opera scritta in versi,ambientata in luoghi silvestri o campestri ove agiscono personaggi che ben si sposano con l'ambiente circostante: pastori, ninfe, satiri e creature del bosco.
L’Aminta è divisa in cinque atti,preceduti da prologhi e chiusi da epiloghi,con cori e intermezzi.
Il secondo atto narra l’intenzione di un satiro che,innamorato di Silvia,la vuole assalire nella fonte dove si bagna solitamente. Intanto Dafne consiglia ad Aminta di recarsi alla fonte dicendogli che lì vi avrebbe trovato Silvia. Il secondo atto si chiude con il coro che esalta l’amore.
Il prologo racconta della divinità Amore che si propone di vincere la ritrosia di silvia dopo essere sfuggito alla madre. Il tutto seguito dal dialogo tra Dafne e Silvia,che ne sottolinea la riservatezza e da quello tra un disperato Aminta e Tirsi,suo compagno.