Neoclassicismo e preromanticismo: differenze

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Riassunto sul neoclassicismo e preromanticismo. Il Neoclassicismo si afferma in Europa tra la fine del settecento e il 1815. L'età napoleonica fu caratterizzata accanto al dilagare del Neoclassicismo, anche dall'affiorare, spesso intrecciandosi a motivi ed ad autori neoclassici (1 pagine formato doc)

NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO: DIFFERENZE

Il Neoclassicismo.

Il Neoclassicismo si afferma in Europa, e in particolare in Francia e in Italia, tra la fine del settecento e il 1815, anno della caduta di Napoleone e del Congresso di Vienna.
Esso non fu un vero e proprio movimento, ma una forma del gusto, che si ispirò ai modelli classici, e in particolar modo ellenici.
A determinare la nascita di questa tendenza concorsero diversi fattori : in primo luogo gli scavi di Ercolano e Pompei, i cui reperti furono resi presto noti attraverso le stampe; e, inoltre, gli studi archeologici di Winckelmann, un tedesco trasferitosi a Roma, che diffuse il concetto classico di “bellezza”, concepita cioè come armonia e proporzione.

Neoclassicismo e preromanticismo nella letteratura: riassunto

NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO FOSCOLO

Il Neoclassicismo nacque nell’ambito delle arti figurative – Canova e David ne furono i maggiori protagonisti – per propagarsi anche nelle lettere, dove trova il suo maggiore rappresentante nel Foscolo de “I Sepolcri” e de “ Le Grazie”.
L’amore per il mondo classico si accompagnò, in taluni casi, anche ad un recupero del ricordo della “Roma repubblicana”, vista come l’ideale realizzazione di sentimenti come la libertà ed innalzata a modello dapprima in Francia, durante la rivoluzione, e poi, con le campagne napoleoniche, in Italia. Guardare al passato significò insomma rintracciare e recuperare quegli ideali politici e civili, che si volevano far rivivere nel presente: “sopra pensieri nuovi facciamo versi antichi”, scrive Andrea Chénier, un grande poeta neoclassico.

Preromanticismo, riassunto

LE PREMESSE DEL NEOCLASSICISMO

Ma l’aspetto predominante del Neoclassicismo, nei primi quindici anni dell’Ottocento,  fu l’affermazione del valore assoluto della Bellezza,  identificata nell’armonia, nell’equilibrio dei sentimenti, nelle proporzioni, in una “quieta grandiosità”; ideali tutti, che solo la Grecia classica  sembrava aver concretato. A lei, pertanto, si guardò, come mitica terra in cui evadere, attraverso il recupero della mitologia, fuggendo così da un presente deludente e contraddittorio. Miti della classicità divennero così i travestimenti di personaggi ed avvenimenti della realtà contemporanea, anche se spesso si scivolò in esiti puramente decorativi ed esteriori.
In conclusione, il Neoclassicismo non fu una corrente di idee, ma un modo di esprimersi, in cui poterono convivere autori ancora legati al settecento, come Vincenzo Monti, e poeti già aperti alla sensibilità romantica come Ugo Foscolo.