La lunga vita di Marianna Ucria: riassunto e commento

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riassunto e commento del libro "La lunga vita di Marianna Ucria" di Dacia Maraini (2 pagine formato doc)

LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA RIASSUNTO E COMMENTO

La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini.

«Lui elegante e trasandato… lei chiusa dentro un corsetto amaranto che mette in risalto la carnagione cerea» «Lui elegante e trasandato… lei chiusa dentro un corsetto amaranto che mette in risalto la carnagione cerea». Padre e figlia, anzi «il signor padre» e «la mutola» avvinti in un rapporto che va oltre il muro del silenzio, che crea una sorta di legame indissolubile, fuori dal tempo.

Ma «il signor padre» è un uomo e la «mutola» una donna, nel malefico ingranaggio di un mondo arcaico e onnipresente al contempo, dove certe cose sono da maschi e certe altre da femmine. «Assiste, la piccola mutola innamorata profondamente del padre, alla scena cruenta e orribile della esecuzione dell'uomo: «lo sguardo della bambina si sposta sul condannato e lo vede piegarsi penosamente sulle ginocchia. […] Qualcosa non ha funzionato: l'impiccato, anziché penzolare come un sacco continua a torcersi sospeso per aria, il collo gonfio, gli occhi strabuzzati fuori dalle orbite. […] Ma ora è davvero morto; lo si capisce dalla consistenza di pupazzo che ha preso il corpo appeso. […] Il signor padre si china sulla figlia estenuato.

La lunga vita di Marianna Ucria: riassunto


LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA PERSONAGGI

Le tocca la bocca come se si aspettasse un miracolo. […] La bambina prova a spiccicare le labbra ma non ce la fa…». «Scantu la `nsurdiu e scanto l'avi a sanare» [«uno spavento l'ha assordata e uno spavento la deve guarire»], aveva trovato scritto un giorno in una lettera del signor padre alla signora madre. Ma di quale spavento parlava? C'era stato un intoppo, un inciampo, un arresto involontario del suo pensiero quando era bambina? E a cosa era dovuto?». No, Marianna non ricorda perché a un certo punto della sua vita le orecchie si siano rifiutate di ascoltare e la bocca di parlare. Né assistere all'impiccagione di un ragazzo giustiziato dal macabro Tribunale della Inquisizione era servito a nulla.
Ma la sua menomazione non si traduce in una sconfitta, che anzi la diversifica dalle altre donne e riempie il suo silenzio di pensieri. Pensieri che ruba dalla mente degli altri, dove riesce a penetrare senza sforzo, pensieri che costruisce con acume e acutezza di ingegno, forte della bella filosofia del signor Davide Hume e soprattutto forte della sua intelligenza, sollecitata dalla lettura, dalle riflessioni, dalla coscienza di dover lottare per non sprofondare nel labirinto della sua menomazione senza speranza.

La lunga vita di Marianna Ucria: recensione libro


LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA COMMENTO

«L’intelletto quando agisce da solo e secondo i suoi più generali principii, distrugge del tutto se stesso… noi ci salviamo da questo scetticismo totale soltanto per mezzo di quella singolare e apparentemente volgare proprietà della fantasia per la quale entriamo con difficoltà negli aspetti più reconditi delle cose…». Marianna entra negli aspetti più reconditi delle cose, senza sottrarsi al suo destino di povera femmina, nata solo per saziare l’appetito sessuale dell’uomo, allevare figli, ubbidire, sottostare, invecchiare precocemente.
Lei però non invecchia precocemente, anzi: «strano come regga bene l’età… neanche un filo di grasso, nessuna deformazione, snella come quando aveva vent’anni, la carnagione chiara, fresca, i capelli ancora ricci e biondi, solo una ciocca bianca sulla tempia sinistra…». Sposa a tredici anni, partorisce i suoi figli e li alleva, ma non fisicamente, perchè nelle nobili famiglie ci sono i subalterni a pensare a tutto. Le sue rimangono mani: «che non hanno mai percepito il peso di una pentola, di una brocca, di un catino, di uno straccio. […].

La lunga vita di Marianna Ucria: riassunto dettagliato