A Silvia di Leopardi: analisi del testo

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Il testo della poesia, analisi, spiegazione e commento di "A Silvia" di Giacomo Leopardi (4 pagine formato doc)

A SILVIA DI LEOPARDI: ANALISI DEL TESTO

Giacomo Leopardi, A Silvia: analisi del testo.

Il canto fa parte dei cosiddetti “grandi idilli” di Leopardi e, insieme con L’infinito ( Percorso 2, p. 170), è universalmente reputato uno dei capolavori non soltanto del repertorio leopardiano ma di tutta la letteratura italiana.
La sua composizione risale al 1828, periodo in cui il poeta ha da poco ripreso a scrivere poesie (dopo qualche anno di “silenzio poetico”), proiettando in esse un pessimismo più cupo rispetto a quello dei primi idilli.

A Silvia: riassunto breve della poesia

A SILVIA POESIA

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
5 e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo perpetuo canto,
10 allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.
15 Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
20 porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
25 e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
30 Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
35 e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?
40 Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
45 la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore.

A Silvia di Leopardi: analisi e commento

A SILVIA LEOPARDI SPIEGAZIONE

La vita di Silvia e quella del poeta: due storie di giovinezza negata Leopardi paragona la storia di Silvia, la fanciulla a cui è dedicato l’idillio, alla propria; pur molto diverse negli aspetti materiali (Silvia era una ragazza di umili origini che passava il tempo a dedicarsi ai lavori femminili, mentre il poeta era un adolescente di famiglia aristocratica che trascorreva le giornate a studiare nella biblioteca paterna), si assomigliano per il fatto di essere storie di una giovinezza negata. Entrambe le vite sono state infatti prematuramente segnate dal crollo delle illusioni, quei dolci inganni che la natura dispensa agli esseri umani nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza: Silvia è morta poco prima di godere dei doni della piena giovinezza (e tu lieta e pensosa, il limitare / di gioventù salivi, vv. 5-6), mentre a lui è toccato in sorte un precoce risveglio dai sogni alimentati da ragazzino.

A Silvia: commento e spiegazione della poesia di Leopardi

A SILVIA SPIEGAZIONE

Il vero gli si è rivelato (v. 60) ed egli è divenuto consapevole troppo in fretta del fatto che l’uomo è condannato all’infelicità, sia quella di una vita scialba, tranquilla ma monotona e senza più aspettative per il futuro, sia quella di una vita piena di malattie o di disgrazie. L’unica differenza sostanziale tra le due esistenze risiede nella durata del rispettivo periodo di sofferenza; per Silvia quest’ultima ha avuto fine con la morte (si veda il rapido richiamo a essa nei participi combattuta e vinta del verso 41), al poeta invece non dà tregua dai giorni del disinganno e ancora nel presente lo incalza, resa più acerba e sconsolata dal ricordo delle antiche speranze (vv. 32-35).