Alfieri, Tacito orror di solitaria selva: parafrasi e riassunto

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breve riassunto e parafrasi del testo del sonetto di Alfieri, Tacito orror di solitaria selva (1 pagine formato doc)

ALFIERI, TACITO ORROR DI SOLITARIA SELVA: PARAFRASI E RIASSUNTO

In questo sonetto, Alfieri si trova ad entrare in un bosco selvaggio e inospitale; ma contrariamente a quanto ci si può aspettare, quanto più procede nel suo cammino, tanto più si sente sereno poiché l’atmosfera di quel luogo riflette la sua personalità.

Alfieri però ci spiega che se ama stare da solo non è perché sia nemico degli uomini né perchè si sente superiore a loro, ma semplicemente perché non ama il secolo “servile” in cui vive. Alfieri dice che non è un “misantropo”, ma in realtà nessuno gliel’aveva chiesto: EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA (EST) = UNA SCUSA NON RICHIESTA, E’ UN ACCUSA MANIFESTA.

Tacito orror di solitaria selva: parafrasi e analisi


ALFIERI, TACITO ORRROR DI SOLITARIA SELVA: PARAFRASI

“Un silenzioso orrore di una selva solitaria mi allieta il cuore di una tristezza così dolce che nessun orribile belva feroce in compagnia dei suoi cuccioli non si ristora in essa allo stesso modo in cui mi rassereno io.

E quanto più dentro il mio piede si introduce nella selva, tanto più calma e gioia si producono in me. Per cui ricordando come io là (nella selva) mi sentivo bene, spesso poi la mia mente torna nella selva. Non è che io detesti gli uomini, e che non veda in me stesso dei difetti anzi ne vedo più che in altri uomini; né che io creda di essere più vicino alla buona strada: ma il mio vile secolo (‘700) non mi è mai piaciuto: oppresso dalla tirannide.E solo nei luoghi deserti tacciono le mie sofferenze”.

 

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