Appunto su Emile Zola

Appunto inviato da djgiuseppe
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Emile Zola fu uno scrittore francese, iniziatore del movimento naturalista. Figlio di un ingegnere italiano, perse il padre in giovane età, ed ebbe un'infanzia e un'adolescenza molto povere (1 pagine formato doc)

Zola, Emile (Parigi 1840-1902) Scrittore francese, iniziatore del movimento naturalista.
Figlio di un ingegnere italiano, perse il padre in giovane età, ed ebbe un'infanzia e un'adolescenza molto povere. Iniziò a lavorare come impiegato presso una casa editrice, ma a partire dal 1865 poté vivere dei proventi che gli venivano dallo scrivere poesie, racconti, critiche d'arte e di letteratura. Il suo primo romanzo importante, Teresa Raquin (1867), è un'intensa storia d'amore e morte, narrata con acuta introspezione psicologica. L'interesse per le ricerche scientifiche sull'ereditarietà e l'influenza dell'ambiente suggerì a Zola di usare lo strumento narrativo per analizzare ogni aspetto della vita umana e documentare i mali sociali, in uno stile conciso e crudo che egli stesso chiamò naturalismo. Le pagine dei suoi romanzi, frutto di lunghe e pazienti ricerche, definiscono un ritratto disincantato della società francese sul finire dell'Ottocento, terreno fertile per i comportamenti criminali e devianti.
Non mancò, peraltro, chi gli rimproverò di avere esagerato i toni cupi ed esasperato la patologia del comportamento criminale delle classi inferiori. Fra il 1871 e il 1893 compose il ciclo I Rougon-Macquart, storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo impero, venti romanzi che dovevano illustrare le sue teorie attraverso le vicissitudini di una famiglia. Molti titoli del ciclo, che segue le vicende di una famiglia nel corso di cinque generazioni, ebbero grande successo: così Il ventre di Parigi (1873), sulla vita dei quartieri popolari della città; L'ammazzatoio (1877), sulle conseguenze dell'alcolismo; Nanà (1880), sulla prostituzione e la piccola borghesia; Germinal (1885), sulla vita dei minatori; La bestia umana (1890), sulla follia omicida; La disfatta (1892), sulla caduta del secondo impero. Questi romanzi di denuncia sociale ebbero un'importanza fondamentale per lo sviluppo della narrativa naturalista. Zola scrisse inoltre di critica letteraria, attaccando il romanticismo. Nella sua produzione saggistica spiccano Il romanzo sperimentale (1880), considerato la sua analisi letteraria più acuta, e Les romanciers naturalistes (1881). Quando scoppiò il caso di Alfred Dreyfus, l'ufficiale francese ebreo accusato di tradimento, Zola, attento interprete dei mali sociali e delle tensioni politiche della sua epoca, scrisse al quotidiano parigino "L'Aurore", nel gennaio 1898, una lettera aperta che esordiva con un secco e perentorio J'accuse. In essa lo scrittore denunciava la pretestuosità della condanna dell'ufficiale e accusava, in sua vece, i vertici delle gerarchie politiche e delle forze armate. Processato per diffamazione e giudicato colpevole, Zola riparò in Inghilterra, riuscendo così a evitare il carcere. Ritornò in Francia un anno dopo, quando la sentenza contro Dreyfus fu annullata sì che cadde di conseguenza anche quella che aveva condannato lui. Morì soffocato dal monossido di carbonio a causa di un comignolo otturato.