Capitoli 4,5,6 de I Promessi Sposi

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Riassunto dei capitoli 4,5,6 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (7 pagine formato docx)

Il capitolo si apre con una descrizione: padre Cristoforo è appena uscito dal suo convento di Pescarenico per salire alla casetta di Lucia.

Pescarenico si trova sulla riva sinistra dell’Adda, poco distante dal ponte ed è prevalentemente abitata da pescatori; il convento si trovava al di fuori.
Il cielo era sereno, il sole si stava alzando dall’orizzonte (era mattino presto), era autunno e alcune foglie cadevano dagli alberi, mentre altre brillavano rosseggianti sugli alberi e la terra dei campi era lavorata di fresco. In questa terra bruna spiccavano stoppie biancastre.


La scena era lieta, ma le persone rattristavano lo sguardo e il pensiero: mendicanti che lo erano stati tutta la vita o che lo erano appena diventati che passavano vicino al padre Cristoforo (frati francescani: voto di povertà) e gli facevano un inchino di ringraziamento.
I contadini seminano a malincuore perché sono già 2 anni che il raccolto scarseggia e temono che il prossimo raccolto sarà ancora più magro, temono che quei pochi semi che stanno seminando possano marcire.


Essi, inoltre, faticano a vangare perché per poter vangare le stoppie servono persone robuste e loro non mangiavano abbastanza per essere robusti. Una ragazza al pascolo stava facendo brucare la vacca e si chinava a rubare un po’ di erbette alimentari per la famiglia. Questa è una descrizione che ha funzione organizzatrice, cioè ha funzione di presentare un tema, quello della carestia, della mancanza di cibo.