Riassunto e analisi del capitolo 22 de I Promessi sposi

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Capitolo 22 Promessi sposi: riassunto e analisi del testo (1 pagine formato doc)

CAPITOLO 22 PROMESSI SPOSI: RIASSUNTO E ANALISI

Capitolo XXII de I promessi sposi di Manzoni.

Parte Informativa: Il tempo storia si riferisce probabilmente alla mattina del 10 novembre 1628. Il capitolo è suddiviso in due parti: la prima è protagonista l’Innominato che dal castello scende al paese per incontrare il cardinale Borromeo (che si trova in visita pastorale), l’altra parte è occupata dalla descrizione sulla vita del cardinale. L’innominato venuto a sapere della vita del cardinale decide di andare al paese per incontrarlo perché vuole un po’ della serenità che hanno le persone che ha visto andare da lui.
Prima di andare incontra la vecchia a cui ha affidato Lucia e dice di rassicurarla. Arrivato al paese va alla chiesa dove incontra un prete che diffidente non sa cosa fare e va a chiedere consiglio al cardinale. La seconda parte è una descrizione della vita del cardinale: in realtà potremmo definirla più come una agiografia. Manzoni racconta tutti i fatti salienti della sua vita poi parla delle qualità del cardinale (carità verso i poveri, dote alla ragazze monacate per forza, semplicità nel vestire e nel vivere, mancanza di ambizione). Si accenna anche a delle idee oggi non più condivise come la caccia alla streghe o agli indemoniati, ma in modo vago e rapido.

CAPITOLO 22 PROMESSI SPOSI: ANALISI

Parte di Analisi: La figura più importante in questo capitolo è quella del Cardinale Borromeo. E’ un personaggio storico vissuto intorno alla metà del 1600. Fin da piccolo segue l’esempio del suo parente Carlo Borromeo, che morì in figura di santità, fu arcivescovo di Milano. Viene descritto in modo assolutamente positivo, con una metafora che lo definisce come un ruscello (tranquillo, coerente e non travagliato). Segue le orme del cugino . Legge il vangelo fin da piccolo (=buona parola). Pensa che la vita sia un impegno di cui bisogna render conto a Dio. Accoglie chiunque ne ha bisogno e segue la parola del vangelo. Di lui il Manzoni sottintende che coincide l’apparenza con la sostanza. Gli viene offerta la carica di arcivescovo che lui rifiuta, poi però è costretto ad accettarla per ordine del papa. “Diventerà così bravo da non far rimpiangere il cugino morto”. Manzoni di lui dice che non ha ambizione, fa la carità, aiuta i poveri, accetta solo una piccola rendita (dote alle fanciulle monacate per forza…), sobrietà e ha una fede autentica. Dice che ha doti civili ed umanistiche per la comunità e scrive lui stesso dei libri per le biblioteche.

Descrizione del cardinale Borromeo

Manzoni allude solamente ai processi a cui ha preso parte per condannare delle donne considerate streghe. Dice di lui che è “figlio del suo tempo”. Manzoni è quindi privo di coerenza in questo caso perché i rivoltosi li accusa di non avere “responsabilità personale”, mentre dice di Borromeo che è “figlio del suo tempo”.