Charles Baudelaire: biografia e opere

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Biografia, poesie, pensiero e analisi delle principali opere di Charles Baudelaire (4 pagine formato doc)

CHARLES BAUDELAIRE: BIOGRAFIA

Charles Baudelaire.

La vita. Baudelaire nacque a Parigi nel 1821 e la sua infanzia fu segnata dalla morte precoce del padre e dalla gelosia nei confronti della madre. Dopo aver terminato gli studi di lettere si dedicò a un anno di “vita libera”, durante il quale contrasse la malattia venerea della sifilide, e poi si dedicò esclusivamente alla letteratura. Con la maggiore età ottenne l’eredità paterna , in gran parte sperperata in una vita irregolare.
In seguito accompagnò l’attività poetica (composizione delle poesie che formeranno i fiori del male) a quella di critico d’arte. nel 1848 partecipò alle sommosse rivoluzionarie che abbatterono la monarchia costituzionale in Francia e diedero vita alla seconda repubblica, ma dopo i primi entusiasmi abbandonò quest’attività poiché deluso e amareggiato dagli atteggiamenti popolari e dalla piega conservatrice e autoritaria di L. Bonaparte, che nel 1852 ristabilì l’impero.
Si dedicò nuovamente ed esclusivamente alla letteratura e nel 1857, anno di pubblicazione di madame bovary, egli pubblicò I fiori del male, che sollevò immediato scandalo e fu incriminato per oltraggio alla morale religiosa, alla morale pubblica e ai buoni costumi, nonostante ciò l’opera ebbe un grande successo.

Biografia e opere di Charles Baudelaire: riassunto in francese

CHARLES BAUDELAIRE, SPLEEN

Negli anni successivi Baudelaire continuò a scrivere recensioni d’arte, saggi , pubblicò su diversi giornali e scrisse lo Spleen di Parigi. Nel frattempo però il suo disagio sociale e l’odio verso il mondo crescevano, così Baudelaire faceva uso di droghe (oppio e hascisc) ed era soggetto ad attacchi cerebrali, fino alla paralisi che lo colpì nel 1866. Dopo un anno di vita pressoché  vegetale morì nel 1867.

Il capovolgimento dei valori poetici
Baudelaire incarna l’idea della modernità e costituisce una frattura tra il prima e il dopo. Definito l’ultimo dei romantici e il primo dei decadenti, capovolge i valori poetici, celebrando il male anziché il bene, la malattia invece della salute. Quindi l’oggetto della sua poesia è l’aspetto negativo, interiore ed esteriore presente nella condizione umana e sociale, e il suo fine è quello di scandalizzare: la sua poesia vuole essere una sorta di pugno allo stomaco per i benpensanti borghesi.
> Nelle proprie opere Baudelaire riflette spesso la figura del poeta, tema di alcuni testi quali L’Albatro e Perdita dell’aureola, ed avverte la necessità di rompere con quella tradizione che vedeva il poeta come una figura distaccata e superiore all’umanità, per far si che la poesia (prodotta dall’ispirazione ma anche processo metodico di intelligenza) fosse non un mestiere né un piacevole passatempo, bensì un’esigenza vitale e lo strumento privilegiato per conoscere la realtà.

CHARLES BAUDELAIRE: POESIE

L’estetica del bello assoluto. Per paradossale contrasto B associa alle tematiche scabrose una teoria estetica del bello assoluto, dello stile perfetto. Infatti nelle opere dell’esteta Baudelaire il brutto e il bello convivono in armonia e opposizione, dando vita ad affascinanti contraddizioni: “ho trovato la definizione di bello, del mio bello. È qualcosa di ardente e triste ,qualcosa di un po’ vago..” Sta in questa unione dei contrari uno degli elementi più vitali dell’opera che anticipa le inquietudini e le angosce del decadentismo. Sulle sue opere, influì lo scrittore americano Edgar Allan Poe, con i temi notturni, satanici, uniti al sentimento di una personalità divisa e doppia e alla cura estrema dello stile.

CHARLES BAUDELAIRE: RIASSUNTO

Il rapporto con la società. Un altro aspetto essenziale del pensiero di Baudelaire è l’idea del poeta in contrasto con la società del tempo, tema già presente in Leopardi ma che qui si accentua e diviene totale: il poeta rappresenta l’alterità rispetto al contesto civile e la società lo emargina , lo isola. Per questo egli cerca rifugio nei “paradisi artificiali” dell’hascisc, oppio e vino, ai quali dedica anche due testi.
>Nell’opera di Baudelaire è fondamentale anche la metropoli, che, con al sua folla, è la protagonista di numerose poesie così come dei poemetti in prosa, nelle quali il paesaggio non è rappresentato dalla natura bensì dalla città, ovvero la natura artificiale creata dall’uomo. I protagonisti delle sue opere vivono spesso in questa atmosfera soffocante, senza più aperture e i respiri vivificanti della natura. In essi, tuttavia, non c’è solo repulsione ma anche attrazione nei confronti di questo nuovo universo, in cui il singolo si annulla nella folla e la poesia viene  comprata e venduta come merce. Da qui il concetto di una vita che ha perso il suo vero senso, ed è dominata dalla noia, peggiore delle catastrofi.