Il Ciclo dei Vinti: sintesi

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riassunto del Ciclo dei Vinti di Verga e descrizione dei romanzi "I Malavoglia" e "Mastro don Gesualdo" (4 pagine formato docx)

IL CICLO DEI VINTI SINTESI - Il Ciclo dei vinti.

I Malavoglia e Mastro don Gesualdo furono concepiti dallo scrittore come parte di un ciclo di romanzi da lui denominato “ciclo dei vinti”. Esso doveva comprendere altre 3 opere: La duchessa Leyra, L’onorevole Scipioni e L’uomo di lusso. L’idea di un ciclo di romanzi, uniti da un filo conduttore è sicuramente di derivazione francese. Già Honoré de Balzac, aveva concepito il progetto di un enorme affresco della società contemporanea attraverso un ciclo dei romanzi rappresentato dalla Commedia Umana.
Ma il modello di Verga è il naturalista Zola, con il suo ciclo Rougon Maquart. In questo caso il comune denominatore era il gruppo familiare da cui il ciclo prende il nome. Verga non mostra interesse per l’aspetto dell’eredità biologica (la race) che era insieme all’ambiente e al momento storico l’oggetto degli studi di Hippolyte Taine.

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CICLO DEI VINTI RIASSUNTO - Il comune denominatore delle storie che legano i romanzi del ciclo verghiano è invece la “bramosia” del meglio, il desiderio di migliorare la propria condizione, che spinge l’individuo a superare i confini sociali in cui è immerso originariamente e che costituisce la molla del progresso. Emerge così nell’idea del ciclo il tema del progresso tipico della cultura positivistica del tempo. La concezione verghiana del progresso è basata su un impronta negativa: il progresso è una marea (fiumana) che travolte l’individuo: la bramosia del meglio provoca la sconfitta anche dei vincitori di oggi che diventano i vinti di domani.
Il messaggio pessimistico di Verga risente anche del cosiddetto “darwinismo sociale” che partendo dalle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, insinua nell’idea ottimistica di progresso quella della “selezione naturale”, secondo cui l’evoluzione sociale, così come quella naturale si realizza attraverso il sacrificio degli individui più deboli.

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IL CICLO DEI VINTI E I MALAVOGLIA: RIASSUNTO - I Malavoglia è il primo grande romanzo della letteratura veristica italiana. Seguendo l’idea di fondo del “ciclo dei vinti”, Verga vuole osservare gli effetti della “bramosia del meglio” al suo primo stadio, quello dei bisogni elementari, della lotta per la sopravvivenza. Ciò che qui si verifica è propriamente la regressione del narratore, e dice di voler vedere nelle sfere più basse dove appunto sono facilmente vedibili i fenomeni della bramosia dell’ignoto. Trattandosi di persone sociali di basso livello si vede come è più facile capire il contesto storico del luogo.  In questo contesto, se il fallimento del commercio dei lupini seguito dai naufragio della provvidenza è l’emblema della fatale immobilità a cui è legata la condizione degli umili, il vero “eroe” del romanzo è ‘Ntoni che rappresenta quell’incapacità di rassegnarsi a una vita di fatica e di stenti. A questa tensione si contrappone l’”ideale dell’ostrica” ovvero la necessità di stringersi intorno all’unità familiare.

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CICLO DEI VINTI RIASSUNTO BREVE - Come detto la creazione del primo grande romanzo verghiano di stampo veristico si caratterizza soprattutto per la sua sperimentazione linguistica. Verga ricerca una forma narrativa in cui l’autore non sia visibile ne sul piano informativo ne su quello del giudizio. Per realizzare questa che Verga definisce “eclisse” dell’autore egli opera quel processo di “regressione nel mondo rappresentato” che si vede la prima volta nelle novelle di Vita dei campi. Ne consegue l’impressione di un “narratore interno”. Questo effetto generale è frutto di vari espedienti come: espressioni che indicano la presenza del narratore nel mondo narrato, uso frequente della sentenziosità popolare introdotto da un “falso indiretto” che viene attribuito allo stesso narratore.