Il dottorino - Ciao, don Camillo - Guareschi

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Riassunto del brano "Il dottorino" dal romanzo "Ciao, Don Camillo" di G. Guareschi. (2 pagine formato doc)

Nato nel 1908 a Parma iniziò giovanissimo a fare il giornalista nella città emiliana, ma presto si trasferì a Milano.
Guareschi era povero, ma dall'animo forte, perciò si mise a scrivere per la rivista umoristica dell'epoca, il "Bertoldo" non curandosi affatto delle possibili reazioni del dominante regime fascista. Ma, quando scoppiò la seconda guerra mondiale lo scrittore venne catturato e incarcerato, nel 1943 venne deportato in Germania e poi in Polonia. Dopo due anni di Lager tornò in Italia e fondò "Il Candido", un altro settimanale di satira. Pur avendo già provato la brutta esperienza del campo di concentramento, Guareschi non frenò la propria lingua, ma sul Candido condusse battaglie antigovernative e "antipolitiche", senza risparmiare però neanche la fazione comunista e di sinistra.
Nel 1954 fu di nuovo agli arresti. Nel frattempo aveva creato con "Mondo Piccolo" Don Camillo e Peppone, due figure molto diverse, ma con personalità tipiche della gente dell'Italia dopo la guerra.