Erano i caper d'oro a l'aura sparsi di Petrarca

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Commento e parafrasi della poesia di Petrarca (2 pagine formato doc)

ERANO I CAPEI D’ORO A L’AURA SPARSI

Petrarca in questa poesia vuole descrivere la sua amata in tre semplici passi, che sono visibilmente presenti con dei giochi di parole, una grande quantità di aggettivi e gli effetti che ella produce sul poeta.
Tutta via si ipotizza che la poesia destinata ad elogiare questa Laura sia frutto della sua fantasia per vari termini da lui usati, come “i capelli biondi lunghi e ricci, la carnagione chiara, gli occhi luminosi, il portamento elegante” rievocano i versi tipici della lirica d’amore.

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
Che n’mille dolci nodi gli avolgea,
e ‘l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarisi;


Erano i capelli biondi mossi al vento
che li avvolgeva in mille dolci riccioli,
e la luce ammaliante dei suoi occhi belli, che ora
è diminuita, splendeva in modo straordinario;

La prima strofa è la parte che si riferisce alla rivelazione tramite giochi di parole del nome di Laura. Il gioco di parole si trova nel primo verso con la parola “ l’aura”. 
Al secondo verso fa riferimento alla pettinatura di Laura, aveva i capelli ricci.
Nel terzo e quarto verso descrive gli occhi che ora risplendono poco, perché era malata.

e ‘l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’èsca amorosa al petto avea,
        qual meraviglia se di sùbito arsi?



        e mi sembrava, non so se fosse realtà o illusione,
        che il suo viso si atteggiasse a pietà:
        io che ero pronto all'amore,
        c'è da meravigliarsi se m'innamorai subito?


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