L'età della ragione e l'Arcadia: riassunto

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Riassunto del contesto storico-politico e culturale del Settecento, descrizione dell'Arcadia, vita e opere di Pietro Metastasio e di Giambattista Vico (2 pagine formato doc)

ETA' DELLA RAGIONE E L'ARCADIA

L’età della ragione.

Secolo di profonda e generale trasformazione il Settecento segna la fine dei modelli politici e culturali tradizionali. Dal punto di vista politico si apre con il dominio incontrastato del massimo sovrano assoluto (Luigi XIV di Francia, il Re Sole) e si chiude sulle prime vittorie di Napoleone Bonaparte che diffondono in tutta Europa i principi della Rivoluzione Francese (1789) ovvero libertà, uguaglianza e fraternità, sui quali si fondano oggi le costituzioni degli stati del mondo occidentale. Ma l’egemonia francese dovrà presto cedere il passo al predominio dell’Inghilterra che darà infatti avvio a quel processo di trasformazione globale e radicale della sfera economica e sociale che va sotto il nome di Rivoluzione Industriale.
Il metodo d’indagine scientifico-matematico derivato dalle scienze naturali è nel Settecento applicato a tutto lo scibile.
Nessun settore dell’esperienza umana sfugge al vaglio critico della ragione che si sostituisce come criterio superiore di verifica intellettuale e principio di azione, alla rivelazione cristiana ed alla sua interpretazione dogmatica. L’indagine intellettuale si ispira a due modelli fondamentali: la ragione e la natura.

Illuminismo: riassunto

ETA' DELLA RAGIONE, PERIODO

Il Settecento è il secolo in cui nasce il concetto di progresso in cui i filosofi reclamano il diritto di governare il mondo. Filosofo diviene chiunque rifletta criticamente sulla propria esperienza agendo nel presente per un futuro migliore. Si afferma in modo sempre piu marcato nel corso del secolo un ideale cosmopolitico che è rappresentato dalla scuola giusnaturalistica (di diritto naturale) che mira all’individuazione dei bisogni e dei diritti fondamentali dell’uomo, a qualunque paese, cultura o ceto appartenga. È in questo secolo che la dottrina politica elabora il conetto dei diritti del cittadino di uno stato.
Sul piano politico-militare il Settecento appare uno dei secoli piu ricchi di avvenimenti della storia occidentale. Apertosi su un’Europa dominata dal Re Sole, massima estrinsecazione del modello dello stato monarchico assoluto, esso vede a meta del secolo la sostanziale limitazione della supremazia francese ad opera degli inglesi. Sono poste le fondamenta di quell’impero coloniale su cui l’Inghilterra baserà il suo predominio internazionale destinato a durare fino alla seconda guerra mondiale. Il dinamismo e l’efficienza organizzativa dei coloni inglesi è alla base della nascita degli Stati Uniti d’America. La secessione delle colonie americane trova il suo fondamento vitale nella Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776. In Europa la Rivoluzione Francese segna la fine della monarchia assoluta e degli antichi privilegi feudali. Gli anni successivi vedono un graduale rafforzamento dell’area moderata e un indebolimento di quella giacobina piu estremista che era stata predominate nella prima fase rivoluzionaria. Si accentua l’importanza delle forze militari chiamate a difendere la Francia dall’attacco delle potenze confinanti. Di questa situazione ne approfitta Napoleone Bonaparte che insatura nel 1799 un dominio personale rispondendo al bisogno diffuso di stabilità interna e inoltre le armate francese al suo comando conquistano gran parte dell’Europa ampliando i confini della Francia. L’assetto politico della penisola uscì piu volte mutata dall’esito dl confronto che oppose le potenze europee nella prima meta del secolo. La pace di Aquisgrana definì una situazione destinata a durare  per 50 anni: l’Austria governa l’area di Milano e la Toscana; il Regno di Napoli era sotto il dominio borbonico; rimanevano indipendenti la Repubblica di Venezia, il Regno di Sardegna, lo Stato della Chiesa, la Repubblica di Genova e alcuni altri stati minori. I Borbone e gli austriaci incoraggiarono lo sviluppo e la modernizzazione dell’Italia attuando una serie di riforme in campo economico e giuridico. La cultura illuminista trovo la massima diffusione proprio a Milano e Napoli. Degli stati rimanenti solo il Piemonte si avviò ad uno sviluppo autonomo a imitazioni dei modelli europei. Lo Stato della Chiesa era politicamente debole e avviato ad una stretta dipendenza dalla cattolicissima Austria. Negli ultimi anni del secolo l’assetto politico dell’Italia sarà radicalmente mutato dall’invasione delle truppe napoleoniche che spazzeranno via le antiche dominazioni per istituire repubbliche ispirate al modello francese.

ETA' DELA RAGIONE: RIASSUNTO

L’arcadia. Il nome rinvia al mondo fittizio della poesia pastorale o bucolica, evocato dall’omonimo romanzo del napoletano Sannazaro. Il carattere d’evasione attribuito all’attività poetica non potrebbe essere piu chiaro e costituirà titolo di infamia per i letterati piu innovatori del secondo 700. Non è neanche tenuto nascosto il carattere ufficiale e filoclericale dell’organizzazione. L’abitudine seicentesca al travestimento degli intellettuali riuniti nel mondo appartato delle accademie fa si che ciascun arcade assuma il nome di un pastore della letteratura bucolica greco-latina, il presidente divenga custode e la sala di riunione il bosco Parrasio. Questo indica la separatezza e l’autonomia professionale dei letterati accomunati da un programma ideologico: la restaurazione del buon gusto, la messa al bando del disordine e degli eccessi barocchi. La natura ideologica della proposta moralizzatrice suscitò vasti consensi e garantì l’adesione di tutti i piu significativi poeti del tempo.

ETA' DELLA RAGIONE, METASTASIO

Pietro metastasio. Pietro Trapassi nacque a Roma nel 1698 da una famiglia di modeste condizioni. Nel 1708 il filosofo e letterato calabrese Gravina gli accordò la sua protezione e lo indirizzò negli studi dopo averne scoperto le eccezionali doti d’improvvisazione poetica. Nel 1717 il giovane poeta romano fu accolto in Arcadia e assunse il cognome grecizzato di Metastasio. Dopo la morte di Gravina l’allievo lasciò Roma per Napoli dove la sua abilità di verseggiatore lo pose al centro dell’attenzione dei salotti mondani. Si avvicinò al dramma per musica allora in voga nei teatri partenopei.