Foscolo, Manzoni e Leopardi a confronto

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riassunto che spiega le differenze tra Foscolo, Manzoni e Leopardi (2 pagine formato docx)

FOSCOLO, MANZONI E LEOPARDI A CONFRONTO

Foscolo vive un presente sconvolto dalle guerre, caratterizzato da vicende personali drammatiche e da una situazione politica di dipendenza dell’Italia dalle potenze straniere, un’assenza di libertà.

A questo presente egli contrappone l’immagine del passato, quello antico del mito greco, ma anche  quello più recente della gloria dei “grandi” uomini di lettere italiani, Dante, Petrarca, Boccaccio, ma anche Alfieri e Parini. Per Foscolo la celebrazione del passato non è sterile rimpianto di ciò che non è più, ma l’affermazione di un ideale di bellezza e armonia, di impegno civile e coraggio calati nell’attualità.
La poesia fa rivivere il mito e consegna l’uomo e il tempo all’eternità, il nulla e la morte sono sconfitti dal canto del poeta, nuovo Omero.

Tema sul dolore in Leopardi, Manzoni e Foscolo


FOSCOLO, LEOPARDI E MANZONI: ROMANTICISMO

Manzoni, cresciuto secondo gli ideali dell’aristocrazia illuminista lombarda e dei salotti progressisti della Parigi a cavallo del secolo, si converte alla fede cristiana e a una visione “borghese” della società, aderendo alle esigenze di rinnovamento della lingua e della cultura italiane promosso dal movimento romantico. Il nodo cruciale per Manzoni è la concezione della storia. Compito del poeta è di dare voce agli sconfitti, alle vittime della storia: i poveri, gli umili, ma anche i popoli interi.
Manzoni sviluppa e approfondisce questo interesse in lettere, articoli e opere di poesia e di prosa.
Nelle “liriche civili” commemora episodi di storia collettiva e individuale, celebrando i moti di Milano del ’21 contro gli Austriaci (“Marzo 1821) e valutando con un giudizio critico, non senza partecipazione, la parabola umana di Napoleone (“Cinque maggio”). Gli “Inni sacri” sono frutto della volontà di rinnovare gli schemi tradizionali della lirica italiana per creare una poesia “popolare”, vicina agli interessi della gente, e corale, immediata, caratterizzata da un impegno morale e religioso. Con il ricordo e la celebrazione delle festività liturgiche più importanti per i cristiani (La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste e, non terminato, Ognissanti) M. vuole rappresentare il farsi realtà concreta del verbo divino e il suo calarsi nel passato e nel presente terreni.

Sintesi su Foscolo, Manzoni e Leopardi


CONFRONTO TRA UGO FOSCOLO E ALESSANDRO MANZONI

Di pari passo Manzoni esamina i meccanismi della storia umana nelle tragedie, il Conte di Carmagnola, ma soprattutto l’Adelchi. In questa un fatto dell’epoca medioevale, la vittoria dei Franchi sui Longobardi nel 774, che preparò l’incoronazione di Carlo Magno imperatore, viene affrontato dalla prospettiva dei vinti della storia: non solo Adelchi, il figlio dell’ultimo re longobardo Desiderio, e sua sorella Ermengarda, prima moglie ripudiata, a causa della sua sterilità, da Carlo Magno, ma anche quel popolo italico che a sua volta era stato schiacciato dai barbari invasori (v. il celebre coro alla fine del terzo atto). Il potere, in questa tragedia, è ambizione, sopraffazione, violenza: chi si ribella alla sua logica, come Adelchi, o ne è strumento innocente, come Ermengarda, è un perdente. L’interesse per il Medioevo, tipico del Romanticismo, diventa critica alla logica del più forte, al trionfalismo dei vincitori: M. condanna gli ideali di dominio che si sono affermati nella storia attraverso i secoli, da Roma imperiale in poi, in nome dei valori di umiltà, rinuncia, amore che sono stati introdotti dal Cristianesimo.

Foscolo, Leopardi e Manzoni: riassunto vita e opere


LEOPARDI E MANZONI A CONFRONTO

Il punto d’arrivo di questa riflessione sono I promessi  sposi. Manzoni sfrutta il genere alla moda del romanzo storico e lo modifica secondo le sue esigenze di rigore e verità. Abbandonati gli scenari nebbiosi e solitari del Romanticismo d’oltralpe, il Medioevo avventuroso e convenzionale alla Walter Scott (autore di Ivanhoe), il racconto di dame e cavalieri, Manzoni sceglie come epoca della sua vicenda il Seicento, come luoghi Lecco e Milano sotto la dominazione spagnola, e come protagonisti due popolani, Renzo e Lucia. Il criterio del “vero” è alla base della ricostruzione precisa dell’ambiente e dei personaggi, che si comportano secondo la mentalità, i costumi, le convenzioni dell’epoca. Lo scrittore utilizza documenti e cronache contemporanee al periodo analizzato, proseguendo una linea storiografica che era stata inaugurata dal Muratori e da Cesare Beccaria.