Freud e Saba

Appunto inviato da kikkathebest92
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Filosofia Freudiana nei suoi passaggi principali, Sintesi della vita di Saba, Poetica di Saba e breve analisi di "Amai", del "Canzoniere" e dell'"Eroica" (3 pagine formato doc)

Freud era ebreo e vivendo in Germania, con la pubblicazione delle leggi razziali, fu costretto a lasciare la sua casa, tra la sue opere più famose troviamo ‘L’interpretazione dei sogni’, ‘Psicopatologia della vita quotidiana’, ‘Totem e taboo’; secondo Freud la psiche umana è divisa in tre parti: es, io e superio.
L’es è la parte più segreta e nascosta, che comprende gli impulsi più istintivi che non vanno tirati fuori, mentre l’io è la parte che esprime un’esigenza di equilibrio ed organizzazione della nostra personalità ed infine il superio riflette in parte consapevolmente e in parte no le esigenza morale propria della famiglia e della società, acquisita ed interiorizzata durante l’infanzia e l’adolescenza.
<<Non esiste la normalità perché siamo tutti normali>>
La società impone all’uomo continuamente delle regole che, anche se non seguite completamente da una persona, non vuol dire che questa sia anormale; queste regole tendono a non far venire fuori la pulsioni dell’eros tipiche dell’uomo, ma è una cosa che accade solo apparentemente, ogni tanto infatti riescono a venire fuori attraverso i sogni e i lapsus, andando così contro le regole.
Si arriva ad una psicopatologia solo quando le pulsioni non vengono più represse ma arrivano fuori, come a riguardo del complesso di Edipo: tutti gli uomini hanno una parte segreta dentro che vorrebbe che o la madre o il padre rimanesse sempre con loro, ma solo se questa parte prende il sopravvento come in Edipo diventa una patologia; all’interno della nostra psiche infatti c’è tutto ed è nel non riuscire a trovare l’equilibrio tra dentro e fuori che si ha una patologia. La ricerca di equilibrio è dovuta al contrasto tra il principio di realtà, ovvero le norme morali, sociali e civili che fanno parte della realtà esterna, e quello di piacere, che è l’esigenza individuale di affermazione e godimento, quasi sempre negato dal primo poiché viola le norme di cui è costituito.