Gabriele d'Annunzio: esteta e superuomo

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riassunto sul confronto fra superuomo nietzschiano e dannunziano, il superuomo e l'esteta (2 pagine formato docx)

GABRIELE D'ANNUNZIO: ESTETA E SUPERUOMO

Gabriele d’Annunzio.

Il dannunzianesimo fu un’importante fenomeno di costume: il modello del «vivere inimitabile» proposto dallo scrittore offriva un’evasione fantastica alle frustrazioni degli individui comuni, schiacciati dalla nascente società di massa. Ma oltre al costume resta lo scrittore, che ha lasciato un numero impressionante di opere.
In D’Annunzio si può riconoscere la percezione acuta della crisi di una nozione di uomo, dovuta alle grandi trasformazioni in atto nella società e nell’economia europee che sgretolano l’immagine tradizionale dell’individuo nella sfera pubblica e privata. D’Annunzio coglie questo fenomeno rappresentandolo criticamente nei suoi primi romanzi attraverso figure di inetti a vivere, deboli, incerti e tormentati.
L’autore tenta di reagire alla crisi trasformando l’impotenza in un sogno di onnipotenza, elaborando la figura del superuomo che sa imporre il suo potere al mondo.
Ma, al di là di ogni volontà di impotenza dello scrittore, si riconosce la percezione della “malattia” che corrode la civiltà moderna, nell’attrazione per ciò che è malato, estenuato, corrotto.

Estetismo e mito del superuomo di D'Annunzio: appunti


IL SUPERUOMO DI NIETZSCHE

Fra tanta poesia celebrativa e altisonante, spiccano liriche meno appesantite dall’ideologia superomistica, in cui si manifesta un’identificazione autentica con la natura, che si pone come risposta alla fragilità dell’io. Le prose di memoria rimangono suggestive in quanto si ha lo scavo in questa dimensione perplessa, espressione della crisi della coscienza moderna. La sontuosità e la ricchezza dello stile dannunziano, la sua gonfiezza retorica rendono difficile per noi leggere alcune sue pagine. Ma per contro possiamo ancora apprezzare la sottigliezza analitica di molti passi dei romanzi, in cui lo stile è più essenziale, la capacità evocativa, le suggestioni musicali e sottili trame simbolistiche di molte liriche, che anticipano soluzioni novecentesche, la profondità dello scandaglio interiore nelle prose di memorie degli ultimi anni.

I romanzi del superuomo di D'Annunzio, appunti


SUPERUOMO DANNUNZIANO E NIETZSCHE

Confronto fra superomismo dannunziano e nietzschiano. Nietzsche e D'Annunzio vivono nel pieno della cultura del Decadentismo.
Il superuomo di Nietzsche è l'uomo che non è più schiavo delle passioni ma si serve di esse per realizzare pienamente la propria volontà di potenza.
Occorre precisare che Nietzsche non auspicava l'avvento di un uomo superiore agli altri al quale fosse tutto permesso, ma l'avvento di una umanità rinnovata, che per poter sviluppare le sue potenzialità, doveva liberarsi da ogni soggezione alla trascendenza e alla morale tradizionale fatta di ipocrisie e finzioni.

L'estetismo di D'Annunzio: saggio breve


IL SUPERUOMO DI NIETZSCHE

Il superuomo nietzschiano possiamo dire che coincide con lo spirito dionisiaco, dal momento che è colui che aderisce totalmente alla vita. Il superuomo nietzschiano nasce in seguito alla morte di Dio, infatti è colui che ha dietro a sé l’abisso causato dalla morte di Dio, ma davanti a sé il mare delle possibilità che può realizzare. Per d'Annunzio, invece, il superuomo è inteso come il giusto trionfatore di una massa di deboli o schiavi.