Il giro del mondo in 80 giorni: riassunto

Appunto inviato da andre85
/5

Riassunto completo, capitolo per capitolo, del celebre romanzo di avventura "Il giro del mondo in 80 giorni" di Jules Verne (11 pagine formato doc)

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI: RIASSUNTO CAPITOLI

Riassunto: "Il giro del mondo in ottanta giorni" di Jules Verne.

Capitolo Primo - Londra, 1872: Phileas Fogg era uno dei membri del Reform Club; era un ricco gentleman non troppo in vista, sempre pronto ad offrire grosse somme di denaro per qualche nobile causa, con discrezione e nel più rigido anonimato. Di lui non si sapeva molto: parlava poco e conosceva bene ogni luogo della terra come se l'avesse percorsa in lungo e in largo.
I suoi unici passatempi erano la lettura di giornali e il whist gioco a carte a cui vinceva spesso donando poi i proventi in beneficenza. Viveva da solo nella sua casa di Saville Row; gli bastava un maggiordomo dal quale esigeva regolarità e puntualità estreme. Non aveva mai alcun ospite e la sua giornata era scandita da orari rigorosamente determinati. Il 2 ottobre alle 11.30 Phileas Fogg stava per uscire per recarsi puntualissimo al suo club; quando qualcuno bussò alla porta del salottino. Era Jean Passepartout, che si presentava per ottenere un posto come maggiordomo. Accertate le referenze e stabilite le condizioni, il giovane fu assunto e Phileas Fogg uscì. Passepartout rimase così solo in casa.

Il giro del mondo in 80 giorni: riassunto e personaggi

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI: RIASSUNTO CAPITOLO 2

Capitolo Secondo. Il neo maggiordomo si ritrovò a pensare al suo nuovo padrone: un uomo sui 40 anni, di figura nobile e bella, alto, slanciato, biondo di capelli e baffi, fronte liscia, colorito pallido, calmo, flemmatico, palpebra immobile, l'esattezza personificata.
Quanto a Jean, detto Passepartout, da cinque anni abitava in Inghilterra.
Era un bravo ragazzo dalla fisionomia gentile, le labbra un po' sporgenti, gli occhi blu, la corporatura robusta, una muscolatura vigorosa. Dopo una giovinezza movimentata, aspirava ad un po' di riposo, ad un lavoro tranquillo.
Sarebbe stato quel domestico scrupoloso di cui Phileas Fogg aveva bisogno? La risposta sarebbe venuta solo dai fatti.

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI: RIASSUNTO CAPITOLI 3 E 4

Capitolo Terzo. Phileas Fogg pranzò al Reform Club, in un imponente edificio in Pall Mall. Si dedicò alla lettura del Time  e degli altri quotidiani e poi incontrò i compagni di whist.
Parlarono di un furto di 55.000 sterline  avvenuto alla Banca di Inghilterra  tre giorni prima. Mr Fogg sosteneva che il ladro avesse scarse possibilità di nascondersi: la Terra era infatti sempre più piccina, visto che ormai in pochi mesi se ne poteva fare il giro completo.
Lui stesso scommise che avrebbe fatto l'intero giro in 80 giorni: sarebbe partito la sera stessa.

Capitolo Quarto - Phileas Fogg, dopo aver vinto venti ghinee al whist, tornò a casa alle 7,50 e chiamò Passepartout per avvisarlo che avrebbero dovuto essere sul treno per Dover entro dieci minuti.
" Il signore si mette in viaggio? "
"Faremo il giro del mondo! "
"E i bagagli? "
"Nessun bagaglio, solo una valigia".
Alle 8.45 il fischietto del capotreno diede inizio all'avventura.

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI: RIASSUNTO CAPITOLO 5

Capitolo Quinto. Lasciando Londra, il nostro gentleman non sospettava certo l'enorme effetto che la sua partenza avrebbe provocato: tutta l'opinione pubblica era sconvolta da questa faccenda del giro del mondo. Pochi si schierarono con Fogg, i più contro di lui.
Tra i quotidiani, solo il Daily Telegraph lo sostenne.
Si puntava su di lui come su un cavallo da corsa.
Sette giorni dopo la partenza, un incidente trasformò il gentleman Fogg in un ladro di banconote: l'identikit del ladro delle 25.000 sterline corrispondeva infatti a quello di Fogg, la cui partenza improvvisa appariva ora come il chiaro tentativo di depistare gli agenti di polizia inglesi. Egli, sul piroscafo Mongolia che lo trasportava dall'Italia a Suez , non si preoccupava di nulla, se non di rispettare la tabella di marcia.
Dal canto suo Passepartout, ripresosi dallo stupore per la partenza improvvisa, scese a Suez, dove non immaginò che l'agente Fix, agente inglese nei possedimenti britannic i, sospettasse il suo padrone di furto: lui era troppo preoccupato per lo strano comportamento del suo orologio, non più in accordo con l'ora locale, ma non volle spostarlo e neppure sentir parlare di fusi orari.