Inferno Canto 3: testo e commento

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Inferno Canto 3: testo, figure retoriche, commento e analisi dettagliata del canto terzo dell'Inferno della Divina commedia di Dante Alighieri (17 pagine formato doc)

INFERNO CANTO 3: TESTO E COMMENTO

Canto III Inferno pag.

72. Tempo 8 aprile 1300 (venerdì santo), sera.
Luogo Antinferno. È una campagna eternamente buia (perché non c’è l’alternarsi del giorno e della notte) dove si odono senza interruzione pianti, voci di dolore e suoni di violenza.
L’Antinferno è delimitato dal fiume Acheronte, cupo e melmoso, al di là del quale si trova l’Inferno vero e proprio.
Nocchiero Caronte traghetta le anime dannate oltre il fiume.
Colpa L’ignavia o pusillanimità.
Pena Gli ignavi devono seguire correndo una bandiera mentre sono punti da mosconi e da vespe che rigano di sangue il loro volto (contrappasso per antitesi); il sangue e le lacrime sono raccolti ai loro piedi da vermi ripugnanti (contrappasso per analogia).
Personaggi Dante e Virgilio. Moltissimi ignavi, tra i quali Dante riconosce uno che per viltà fece il gran rifiuto; moltissime anime dannate che sono traghettate ininterrottamente al di là dell’Acheronte.

Inferno: gironi e struttura | Canto 1: analisi, parafrasi, figure retoriche | Canto 2: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 3: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 5: parafrasi, commento e figure retoriche del canto di Paolo e Francesca | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 10: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 13: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 22: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 26: testo, parafrasi e figure retoriche del Canto di Ulisse | Canto 33: testo, parafrasi e figure retoriche |

CANTO 3 INFERNO FIGURE RETORICHE

Sequenze narrative
1-21 Dante e Virgilio sono davanti alla porta dell’Inferno che reca sulla sommità una scritta minacciosa.

Dante esita e Virgilio, esortandolo, lo prende per mano e lo conduce al di là della porta.
22-51 Appena entrato, Dante è colpito da un vorticoso mescolarsi di pianti, voci e suoni; Virgilio spiega che quella è la condizione degli ignavi; con loro ci sono gli angeli neutrali, respinti, come gli ignavi, sia dal cielo sia dall’Inferno. Virgilio invita Dante a limitarsi a guardare e a passare oltre.
52-69 Dante vede una bandiera che gira rapidamente seguita dagli ignavi e riconosce colui / che fece per viltade il gran rifiuto. Scorge anche mosconi e vespe le cui punture fanno sanguinare il volto delle anime: sangue e lacrime sono raccolti a terra da vermi.
70-81 Vede poi ancora molte altre anime sulla riva di un fiume; chiede a Virgilio chi siano e la guida risponde che comprenderà quando arriveranno sulla sponda dell’Acheronte.
82-99 Appare improvvisamente il nocchiero Caronte, che trasporta le anime dannate e che grida a Dante di andarsene perché, dopo morto, è destinato a sbarcare in un altro luogo. Virgilio gli risponde che il viaggio di Dante è voluto da Dio e Caronte si placa.
100-120 Le anime, terrorizzate e in lacrime, sono raccolte nella barca; appena la barca si è staccata dalla riva, altre anime si ammassano sulla sponda del fiume.

Canto 3 Inferno: parafrasi

CANTO TERZO INFERNO

121-136 Virgilio spiega che le parole dette da Caronte hanno un senso perché nessuna anima in Grazia di Dio deve traghettare in quel punto. Improvvisamente si verifica un terremoto accompagnato da un lampo: Dante sviene.
Pagina 73 Lettura tematica

Non ti curar di loro ma guarda e passa


LA PORTA: TRADIZIONE ED ESPERIENZA Se l’immagine della porta d’accesso all’Inferno deriva da una lunga tradizione - virgiliana e biblica - che ha molto influenzato la fantasia popolare, la scritta sopra la porta, invece, è suggerita al poeta dall’esperienza personale: alcune città medioevali recavano sopra la porta principale epigrafi scolpite, talvolta di augurio, talvolta di avvertimento e minaccia. Qui le parole sono la voce stessa della porta, personificata: essa appare quindi come il primo "personaggio" infernale, una sorta di demonio-guardiano le cui parole di colore oscuro sono già "Inferno" in quanto incutono terrore a chi passa oltre.

Canto 3 Inferno: riassunto

CANTO 3 INFERNO COMMENTO

L’AMBIENTE E LA PENA Buio, sofferenza e "suono" della sofferenza: urla e pianti. L’Inferno è in queste tre percezioni primarie: visiva; affettivo-emotiva di fronte allo straziante dolore delle anime; acustica. Dante si serve di un doppio canale rappresentativo per delineare il quadro infernale in tutto il suo squallore di fondale livido e disadorno: procede per sottrazione (l’aria è sanza stelle, quindi manca la luce, e sanza tempo; le anime hanno perduto il ben de l’intelletto) e al tempo stesso per accumulazione (sospiri, pianti e alti guai; Diverse lingue, orribili favelle [...] e suon di man con elle: un tumulto caotico e vorticoso di suoni). Nell’Inferno manca ciò che rientra nella comune esperienza del lettore (luce, tempo, Grazia divina) ed è amplificato ciò che, in questa esperienza, c’è di più tragico (lo strazio fisico e spirituale).