Inferno canto 4: analisi

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Testo e analisi dettagliata del canto 4 dell'inferno della Divina Commedia di Dante (13 pagine formato doc)

INFERNO CANTO 4 ANALISI

Inferno canto 4 della Divina commedia di Dante.

Tempo 8 aprile 1300 (venerdì santo), sera.
Luogo Limbo. Vi si trovano i bimbi di genitori cristiani morti prima di essere battezzati e i grandi pagani. C’è uno spazio riservato e luminoso in cui si trova un castello, circondato da sette cerchia di mura e da un fiumicello.
Per accedervi si passa attraverso sette porte. Dentro, su un prato verde, ci sono gli spiriti magni. Al di fuori del castello c’è il buio più assoluto.
Pena Non ci sono pene fisiche ma soltanto il desiderio di contemplare Dio e l’eterna privazione della speranza di poterlo un giorno vedere.
Il contrappasso è piuttosto un privilegio: per i loro meriti intellettuali e morali ai poeti e ai grandi antichi viene risparmiata la sofferenza fisica; sono posti in un castello e godono della luce. La frustrazione del desiderio di Dio è in loro tanto più grave in quanto furono uomini animati da un inesauribile desiderio di sapere.

Commento canto 4 dell'Inferno

INFERNO CANTO 4 DIVINA COMMEDIA: I PERSONAGGI

Personaggi - Dante e Virgilio. Si fanno loro incontro quattro grandi poeti antichi: Omero, Orazio, Ovidio e Lucano. Si vedono anche: Elettra, Ettore, Enea, Cesare, Camilla, Pentesilea, Latino, Lavinia, Bruto, Tarquinio, Lucrezia, Giulia, Marzia, Cornelia, il Saladino, Aristotele, Socrate, Platone, Democrito, Diogene, Anassagora, Talete, Empedocle, Eraclito, Zenone, Dioscoride, Orfeo, Cicerone, Lino, Seneca, Euclide, Tolomeo, Ippocrate, Avicenna, Galeno e Averroè.

Canto 4 Inferno: breve riassunto

INFERNO CANTO 4 TESTO

Sequenze narrative - 1-12 Un rumore fragoroso risveglia Dante, che si guarda attorno: è sulla riva dell’Inferno, che gli appare buio, profondo e che riecheggia di lamenti.
13-45 Virgilio invita Dante a seguirlo nella discesa dell’Inferno, ma mentre lo dice impallidisce. Dante se ne preoccupa e Virgilio gli spiega che il suo pallore non è dovuto a paura ma a pietà per gli spiriti del primo cerchio. Dante sente i sospiri e vede molte anime. Virgilio dice che sono le anime di quelli che vissero senza peccato ma anche senza fede cristiana; la loro condanna è la privazione della speranza di salvezza. Anch’egli è in questo stato. Dante si addolora per la sorte dei grandi pagani antichi.