Memorie di una casa morta: recensione

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Recensione dettagliata di "Memorie di una casa morta", libro autobiografico di Fëdor Dostoevskij (4 pagine formato doc)

MEMORIE DI UNA CASA MORTA: RECENSIONE

Recensione del libro: Memorie di una casa morta di Fëdor Dostoevskij. AUTORE: Dostoevskij nacque a Mosca nel 1821 da una famiglia con idee reazionarie.

Si diplomò alla scuola del Genio Militare di Pietroburgo ma rinunciò a questo tipo di carriera per dedicarsi alla letteratura. Venne arrestato dalla polizia zarista per attività sovversive e subì una condanna a morte che si rivelò una farsa.
La pena fu infatti commutata in quattro anni di reclusorio e quattro anni di servizio militare come soldato semplice. Dopo queste traumatiche esperienze egli abbandonò le iniziative sovversive e si accostò al Cristianesimo. Ma la sua vita fu angustiata da crisi epilettiche, continue difficoltà economiche e dal demone del gioco. Alla fine i debiti di gioco lo costrinsero a fuggire dalla Russia, per poi tornare pochi anni dopo e trovare la morte a Pietroburgo nel 1881.I suoi romanzi più importanti sono Povera Gente, Il Sosia, Il Giocatore, L’Idiota, I Demoni e L’Adolescente

Memorie dal sottosuolo: recensione e analisi

MEMORIE DALLA CASA DEI MORTI: RIASSUNTO

IL LIBRO: Questo libro è autobiografico ed è ambientato negli anni in cui Dostoevskij scontò la sua pena al reclusorio. L’autore inizia descrivendo il reclusorio come un quartiere costituito da baracche ed edifici grigi e cupi attraversati da un cortile interno. Ogni baracca era una camerata. All’interno di queste si potevano trovare dei tavolacci molto vicini tra loro e sparsi per tutta la camera. Questi erano i letti dei detenuti. L’ambiente era umido, freddo e soffocante. Infatti in una piccola stanza stavano all’incirca 200 prigionieri. Dostoevskij descrive molto bene le sue prime impressioni: l’ambiente era squallido e triste e i detenuti erano , inizialmente, diffidenti e distaccati. Mentre egli camminava, veniva squadrato da capo a piedi. Tutti i detenuti erano tipi risoluti e misteriosi. Nessuno parlava dei suoi delitti, dei suoi peccati e chi lo faceva perdeva il rispetto degli altri. Solo in rare occasioni, sempre tra persone fidate, alcuni rivelavano la propria storia. L’autore ci induce a notare dei personaggi particolari durante la storia. Alcuni vengono descritti come dei criminali incalliti, arroganti e prepotenti; altri come persone punite ingiustamente o come persone che avevano commesso un crimine, ma che erano comunque persone rispettabili.

MEMORIE DI UNA CASA MORTA: RIASSUNTO

A-V era uno di quei criminali spietati che aveva assassinato donne, uomini e bambini. Era di origine nobile , ma al contrario di Dostoevskij, veniva rispettato perché incuteva timore. Infatti, di solito, i detenuti con nobili natali erano giudicati non integrati nel gruppo in quanto viziati dalla famiglia e più istruiti. Susckov era un sempliciotto, uno sciocco che per guadagnare qualche copeco si era messo al completo servizio dell’autore. Nel reclusorio vi erano spesso molti pettegolezzi che giravano tra i detenuti su determinate persone. A volte erano informazioni vere , altre volte erano calunnie.