"Non gridate più" di Ungaretti

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Testo e analisi della poesia (2 pagine formato doc)

Non gridate più (1943)
Cessate d’uccidere i morti,
non gridate più, non gridate
se li volete ancora udire
se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell’erba,
lieta dove non passa l’uomo.
Parafrasi
Smettetela di uccidere (una seconda volta) i morti (con le vostre risse e i vostri fracassi)


non gridate più, non gridate, 
se volete salvare i valori della civiltà umana
se sperate di non morire.

(I morti) hanno una voce fievole, impercettibile;
essi non fanno più rumore 
dell’erba che cresce fitta e rigogliosa, 
dove regna il silenzio se non viene calpestata dall’uomo, portatore di distruzione.
Introduzione e messaggio
Ispirato dalla Guerra fredda e dal bombardamento del Verano (cimitero romano) nell’estate del 1943, il poeta sentì il dovere di far conoscere l’odio che abitava nell’animo degli uomini sopravvissuti al conflitto.
Con poche parole, Ungaretti esortò gli uomini a porre fine ai contrasti inutili e a raccogliersi in religioso silenzio, per ascoltare il messaggio di pace che proveniva dalle tombe in cui giacevano i morti.
Non ascoltare la debole voce dei morti era come ucciderli un’altra volta, per non capire il loro sacrificio inutile.