La novella e GIovanni Boccaccio

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Un riassunto molto comodo, veloce e pieno di dettagli, con i riassunti delle principali novelle di Boccaccio (4 pagine formato doc)

La novella e Giovanni Boccaccio
Narrazione di solito breve, per lo più in prosa, di fatti reali o immaginari, avventurosi o fantastici: questa è la definizione di Novella.
È un tipo di narrazione molto elastica, si può adattare a qualsiasi tema e qualsiasi stile, ma ha pur sempre una struttura: gli eventi ruotano tutti intorno ad una trama ben definita, i personaggi sono ridotti nel numero.
Il suo obbiettivo principale è di intrattenere un pubblico medio (mercanti e artigiani); infatti è nata in ambito urbano, quindi ha un’origine non colta,  trasmette anche una morale o un insegnamento, inizialmente religioso.
Nel Duecento, due furono le raccolte principali: Il Libro dei Sette Savi, racconto di origini indiane che per la prima volta introdusse una storia che collegava tutte le novelle, chiamata “cornice”, ma nulla a che vedere con quella che introdusse Boccaccio.


La seconda è il Novellino: voleva educare la borghesia ai valori cortesi del mondo feudale, è migliore delle precedenti, perché ha una collocazione spazio-temporale migliore e una grande varietà di temi.
Nella seconda metà del Trecento una raccolta di trecento novelle fu scritta da Franco Sacchetti, poeta nato a Ragusa in Croazia intorno ai primi del Trecento; parte della sua grande raccolta è andata persa, la sua struttura è comunque comprensibile, già il proemio spiega il fine che voleva raggiungere, ovvero quello di intrattenere la borghesia.
I personaggi che contiene sono legati  alla vita comune, soprattutto fiorentina.
Il testamento di Basso, la ventunesima novella, è la dimostrazione di quanto detto.


Basso della Penna era un elemento rilevante a Ferrara, perciò aveva una bella eredità; arrivato ad ottant’anni fu colpito dalla peste e abbandonato da tutti, compresi i familiari.
Decise di chiamare un notaio per scrivere il proprio testamento: lasciava tutto alla sua famiglia ad una condizione, doveva una volta l’anno lasciare un cesto di pere mature alle mosche, le uniche che gli erano state vicino, altrimenti la sua eredità sarebbe andata ad un ordine religioso. 


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