la novella di rampsinito

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novella di rampsinito (re dell'antico egitto) (2 pagine formato doc)

Rampsinito (re dell'antico Egitto) La novella di Rampsinito Rampsinito (re dell'antico Egitto) dispose di una enorme quantità di denaro, quale nessuno dei re venuti dopo di lui riuscì mai a superare anzi neppure a uguagliare.
Volendo conservare in un luogo sicuro tanta ricchezza, fece costruire una stanza di pietra che aveva una delle pareti confinanti con l'esterno della reggia; ma il costruttore tramando insidie escogitò un suo piano: sistemò una delle pietre in modo che fosse facilmente estraibile dal muro, sia da due che da una sola persona. Quando la camera fu pronta, il re vi depositò le sue ricchezze.
Tempo dopo il costruttore, ormai in punto di morte, chiamò i suoi due figli e disse: “Vedete ragazzi, io sono stato un misero lavoratore per tutta la vite e non ho potuto procurare un'esistenza tanto agiata ma, nel costruire la stanza del denaro del re, ho pensato al vostro futuro e, nell'estremo destro del muro della stanza verso l'esterno ho sistemato le pietre in modo che voi possiate entrare e prendere il denaro che vi serve senza esser presi… addio ragazzi…”. Quindi morì e i suoi figli non rimandarono a lungo l'impresa: una notte si avvicinarono alla reggia, individuarono la pietra nell'edificio, la spostarono facilmente e fecero man bassa delle ricchezze. Il re, quando gli capitò di aprire il tesoro, si stupì di vedere gli orci non più colmi di tesori; né sapeva chi incolpare dato che i sigilli erano intatti e la stanza ben chiusa. Ma quando due o tre volte ancora a entrare nella stanza le ricchezze apparivano sempre di meno (infatti i ladri non smettevano di venire a rubare), ecco come agì: ordinò: “Che si preparino delle trappole e si dispongano fra gli orci, vedremo chi l'avrà vinta!” Vennero di nuovo i ladri, come le altre volte, e uno di loro si introdusse nel tesoro; ma non appena si accostò a un orcio subito rimase preso nella trappola; si rese conto del guaio in cui si trovava, chiamò il fratello e disse: “Quei maledetti ci hanno messo le trappole come per i topi!Sono rimasto impigliato…Presto, entra e… tagliami la testa…fai attenzione alle trappole, non voglio che anche tu ti coinvolga in questa rovina… addio fratello…”. Questi comprese la bontà della proposta, si convinse e la mise in opera. Poi ricollocò al suo posto la pietra e tornò a casa, portando con sé la testa del fratello. Quando fu giorno, il re entrò e sbalordito disse: “Non ci posso credere, qui c'è il cadavere decapitato del ladro, senza la testa e la camera è perfettamente intatta, senza alcuna via né d'entrata che d'uscita…appendete immediatamente al muro del palazzo il decapitato e che ci siano di guardia degli uomini, chiunque vedranno piangere o disperarsi persone sotto il ladro si arrestino e si conducano di fronde a me.”. Nella casa del costruttore intanto la madre dei due ladri pronunciava queste parole: “Non riesco a tollerare che il corpo di mio