Le Operette morali: spiegazione e analisi

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Temi principali delle 11 Operette morali più importanti di Giacomo Leopardi. Descrizione, spiegazione e analisi del testo delle Operette morali (3 pagine formato doc)

LE OPERETTE MORALI, SPIEGAZIONE E ANALISI

Le Operette morali di Leopardi.

Dialogo di Ercole e di Atlante. Ercole offre il suo aiuto ad Atlante per sostenere il mondo, ma il Dio rifiuta  affermando di non provare più fatica a causa di un alleggerimento della terra.
I due per porre rimedio a questo stato, in cui gli uomini sembrano tutti addormentati, decidono di provare a giocare con il pianeta nel tentativo di risvegliarlo.
Nel lanciarlo però cade a terra, ma vedendo che su di esso nessun uomo s’è mosso i due giungono alla stessa conclusione del poeta Orazio : “Tutti gli uomini sono giusti dal momento che il mondo è caduto e nessuno si è mosso”.
Dialogo di un folletto e di uno gnomo. Un folletto, rappresentato come una specie non ancora estinta, sta indagando sul motivo della temporanea mancanza degli uomini sui suoi territori, ma uno gnomo gli spiega che in realtà sono tutti morti a causa di guerre, suicidi….
I due cominciano a deridere gli uomini poiché consideravano la natura ed ogni cosa fatta apposta per  uso esclusivo della loro specie.

Le Operette morali, riassunto: Dialogo della Natura e di un islandese, Cantico del gallo silvestre, Dialogo di Tristano e di un amico e Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Silografi

ANALISI DEL TESTO OPERETTE MORALI: DIALOGO DELLA NATURA E DI UN'ANIMA

Dialogo della natura e di un'anima. La Natura augura all’anima di essere infelice, rivestendo così il ruolo di una grande madre che nega alla figlia la felicità alla quale essa tende per istinto, in misura alla sua grandezza.
Gli uomini sono infelici poiché  è lo stesso fato a volerlo.
Gli uomini più sensibili ed intelligenti percepiscono maggior,mente questa condizione di infelicità poiché, non riuscendo a fare cose semplici, non riescono ad instaurare un rapporto con gli altri e sono così condannati all’esclusione.

Le operette morali di Leopardi, riassunto: Dialogo di un folletto e di uno gnomo e Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere

GIACOMO LEOPARDI E LE OPERETTE MORALI: DIALOGO DELLA TERRA E DELLA LUNA

Dialogo della terra e della luna. La terra, in un momento di ozio, decide di instaurare un dialogo con la luna.
La terra viene così a scoprire che in realtà anche il suo satellite è popolato da abitanti di diversissime specie che, a differenza degli uomini, non conoscono ambizione, cupidigia e armi.
La luna comincia ad ammonire la terra perché crede che la natura e tutte le creature lunari debbano necessariamente avere le stesse caratteristiche di quelle terrestri, non riuscendo a comprendere l’esistenza di creature diverse.
L’unica cosa per cui i due mondi risultano simili oltre che fra di loro, anche a Marte e Venere ed a ogni altro pianeta, sono i difetti, il male, i vizi l’infelicità che accomuna i loro abitanti.  Ma il sonno è il loro bene più prezioso, poiché è l’unico istante in cui essi non hanno coscienza della loro triste ed infelice realtà.

Operette morali: Dialogo della natura e di un islandese - Riassunto breve

DIALOGHI DELLE OPERETTE MORALI GIACOMO LEOPARDI: DIALOGO DI TORQUATO TASSO E DEL SUO GENIO FAMILIARE

Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare. In questo dialogo Torquato Tasso e il suo genio familiare, affrontano quattro argomenti fondamentali: l’amore, il vero, il piacere e la noia.
Per quanto riguardo l’amore, prevale l’idea che l’immaginazione migliora la realtà, perciò più una donna è lontana più essa risulta abbellita agli occhi del poeta.
Nell’ideale di Tasso questa dimensione del sogno e dell’irrealtà, può poi essere equiparata alla realtà, anzi risulta migliore della realtà, perché è in grado di arrecare sollievo e piacere.
Ma, allo stesso tempo l’immaginazione non può essere posta come fine dell’esistenza umana, ma solo come consolazione perché se no l’uomo risulterebbe costretto a “vivere per sognare”.
Lo scopo della vita umana è il piacere, che però è negato all’uomo e riamane solo come tensione inappagabile.

Dialogo di Tristano e di un amico: testo e analisi