Poemi omerici: Iliade e Odissea

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Iliade e Odissea: significato e caratteristiche dei poemi omerici (2 pagine formato doc)

POEMI OMERICI: ILIADE E ODISSEA

I poemi omerici.

I diversi popoli dell’antichità, in epoche differenti hanno sempre sentito il bisogno di raccontare imprese leggendarie d’eroi o popoli valorosi. Lo scopo era quello di esaltare  le virtù militari o gli altri valori ritenuti fondamentali  nella società di un tempo. Queste opere, nei tempi più antichi, furono celebrate da antichi cantori; in seguito quei canti si unirono in alcuni poemi omerici, che non ci sono pervenuti, ad eccezione dell’Iliade e l’Odissea, che furono stati attribuiti ad Omero, un poeta greco cui la tradizione antica gli attribuisce questi due poemi omerici della letteratura mondiale, che in origine erano testi popolari accessibili ai modi di pensare, di sentire, di immaginare dei contemporanei. In queste opere si riflette la più antica società greca.
L’Iliade e l’Odissea sono delle opere importanti perché ci permettono di ricostruire i costumi e le credenze della società di quel lontano passato. Sicuramente Omero celebrò gli eroi perché era convinto che  la poesia li avrebbe resi immortali.

Iliade e Odissea: differenze

POEMI OMERICI: SIGNIFICATO

Le due opere presentano profonde differenze: nell’Iliade, Achille è l’eroe della forza e del valore; mentre nell’Odissea c’è Ulisse che rappresenta l’esaltazione dell’astuzia, della saggezza e dell’intelligenza. Le imprese d’Achille e d’Ettore, le disavventure d’Ulisse ci coinvolgono  e c’emozionano perché  molto spesso essi esprimono: la rabbia, l’ira, la forza, ma anche l’amore e l’amicizia. Ogni poema si apre  con l’invocazione alla musa, affinché  ispiri il poeta a comporre la sua opera e che, in sintesi, gli offra un brevissimo contenuto dell’opera stessa. Il poeta spesso ricorre ad espedienti linguistici come: epiteti, similitudini attraverso le quali chi legge riesce a ricordare i personaggi che possono essere sia uomini che dei. Gli dei che partecipano intensamente alle vicende dei due poemi omerici, hanno caratteristiche soprannaturali, ma sono impulsivi, litigiosi, vendicativi, volubili con vizi e virtù tipicamente umani. Al di sopra di essi, però, c’è un’entità misteriosa, il fato, che stabilisce il destino degli uomini e, al suo volere, nessuno può opporsi, neppure gli dei.

Iliade e Odissea: differenze

POEMI OMERICI: CARATTERISTICHE

Nell’Iliade duelli, assalti,  uccisioni, si susseguono  con scene sanguinarie e crudeli, ma accanto d esse, Omero ha narrato sentimenti umani, dai più nobili ai più drammatici. Tra i personaggi principali, Achille, figlio di Peleo e della ninfa Teti, è il guerriero più forte e valoroso.  Secondo la leggenda, la madre Teti, sapendo che era destinato a morire, gli assicurò l’immortalità; immergendolo nel sacro fiume Stige, rendendolo così invulnerabile in tutto il corpo ad eccezione del  tallone destro, per il quale lo aveva tenuto sospeso. Poi, lo fece crescere lontano da tutti  facendogli indossare vesti femminili. Ma Achille dovendo scegliere tra una vita lunga ma oscura  e una vita breve ma gloriosa, scelse la seconda. Egli non è un uomo qualunque, è un uomo eccezionale, le sue qualità fisiche e morali sono straordinarie, sovraumane. E’ un valoroso guerriero pronto a sostenere lunghe battaglie, capace d’ire terribili contro il suo rivale, Agamennone

Iliade, Odissea e l'Eneide: trama

POEMI OMERICI QUANDO SONO STATI SCRITTI

Capace  di sentimenti vendicativi che lo infiammano,  di crudeltà quando si lancia  sul campo di battaglia e fa strage dei troiani; oppure quando egli si trova di fronte ad Ettore, manifestandogli tutto il dolore e la rabbia per la morte dell’amico Patroclo. Ma Achille è anche capace di una profonda amicizia verso Patroclo, di dolore e di pietà  verso il vecchio Priamo che gli chiede la restituzione del cadavere del figlio Ettore, rivelandosi così un uomo sensibile e generoso, meno spietato e assetato di odio, addirittura intenerito dal ricordo del padre Pelio, che dovrà, come Priamo, continuare a vivere dopo la sua morte, perché sa che prima o poi dovrà morire.