Canto 20 Purgatorio: riassunto

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Riassunto e spiegazione del Canto 20 del Purgatorio della Divina commedia di Dante Alighieri (3 pagine formato doc)

CANTO 20 PURGATORIO: RIASSUNTO

Canto XX Purgatorio ancora IV girone Gli avari
Giacciono a terra con la faccia volta in giù e mani e piedi legati.


Come in vita furono attratti solo dai beni terreni così ora non possono guardare in alto
Dante ha già incontrato papa Adriano IV che attaccato ai beni terreni si convertì, ma tardi. Dante si inginocchia, ma il papa lo invita ad alzarsi perché non ci sono più lì poteri terreni, ma solo spiriti servi ad una solo potere: quello divino. Adriano IV lo ha poi invitato a proseguire perché desidera non arrestare il suo cammino di purificazione.

Miglior volere il desiderio di proseguire nella purificazione
luoghi spediti liberi da gruppi di anime troppo si approccia si avvicina
tutto il mondo occùpa riprende San Tommaso che afferma che il desiderio di ricchezza è fonte di tutti i peccati
richiamo alla lupa simbolo dell'avarizia che più di tutte l'altre bestie ha preda (vedi Inf.I e l'incontro di Dante con le tre fiere mentre tenta di uscire dalla selva: la lupa è la più temibile.

“che di tutte brame sembiava carca nella sua magrezza e molte genti fé gia viver grame” è quella che gli toglie la speranza di raggiungere la cima del colle)

Domanda rivolte al cielo che secondo la credenza medioevale era regolato da Dio ed aveva influenza sulle umane (vedi quanto è detto sulla Fortuna Inf. VII 73..): quando giungerà colui che la fà allontanare.

Canto 22 Purgatorio: analisi

CANTO 20 DEL PURGATORIO: RIASSUNTO

Dante sente ricordare esempi di liberalità (con un grido simile a donna che partorisce)
la povertà accettata da Maria per cui anche il figlio fu partorito in povero ospizio
il disprezzo delle ricchezze del console Fabrizio che rifiutò i doni offerti dal re Pirro (che volesti possedere povertà con virtù anziché gran ricchezza con vizio) aver contezza conoscere
la generosità di san Nicola da Bari che offrì una dote a tre fanciulle povere per farle sposare e sottrarle alla madre che le voleva avviare ad una vita di vizio.

Domande rivolte allo spirito che parla tanto ben favelle esponi esempi tanto buoni
chi sei'
perché da sola rinnovi queste degne lodi?
(non chiede la pena, perché l'ha già spiegata Adriano IV).

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Promessa di ricompensa (sottinteso le preghiere dei vivi) quando tornerà sulla terra a compiere il breve cammino che ancora lo attende.
L'anima risponde che lo farà non perché attenda conforto dalle preghiere dei suoi, ma per quella grazia che traspare in Dante.
Rivela di essere il capostipite radice di quella cattiva pianta mala pianta che sparge la sua ombra mortale tutta aduggia sulla cristianità tanto che raramente dà buon frutto. Ma se le città delle Fiandre conquistate (Douai, Gand Bruge e Lilla) potessero si vendicherebbero e chiede a Dio che tutto giudica tutto giuggia questa vendetta.
(La vendetta avvenne veramente nel 1302 prima che Dante scrivesse questo canto, quindi questa si può considerare insieme richiesta e profezia di vendetta).

Paesaggio del Purgatorio di Dante: tema svolto

SPIEGAZIONE CANTO 20 PURGATORIO

Lo spirito dice di essere Ugo Capeto, da cui sono discesi i vari Luigi e Filippi che hanno regnato in Francia, di essere nato da un macellaio e di essersi trovato ad amministrare il regno e ad avere tanto potere e tanti amici “trova' mi stretto nelle mani il freno del governo del regno e tanta possa e d'amici pieno” quando si estinsero gli antichi re, cioè i Carolingi, fuori che uno fatto frate, tanto che suo figlio ebbe la corona “la testa di mio figlio fu promossa alla corona vedova” cioè rimasta senza sposo”. Da lui discesero i vari re le sacrate ossa (i re di Francia erano consacrati a Reims) il potere non era molto “poco potea, ma pur non facea male” ma non furono compiute azioni riprovevole finché la Provenza portata in dote da Beatrice Berlinghieri a Carlo d'Angiò non tolse ogni senso di vergogna di accumulare ricchezze e potere.