La quiete dopo la tempesta e Il sabato del villaggio: confronto

Appunto inviato da carminecuciniello
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Riassunto descrittivo e analisi delle opere di Leopardi: La quiete dopo la tempesta e Il sabato del villaggio (2 pagine formato docx)

LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA E IL SABATO DEL VILLAGGIO CONFRONTO

La quiete dopo la tempesta: Il canto si apre con la descrizione della vita del borgo che dopo un forte temporale torna alle semplici attività quotidiane.

Alle limpide e fresche immagini iniziali, segue una successione di interrogative che traduce la vitalità e la gioia appena rappresentate in un’amara riflessione sulla condizione umana. La poesia è nettamente divisa in due parti: la prima descrittiva e idillica, la seconda riflessiva.
La descrizione iniziale offre una serie di aspetti del piccolo mondo del villaggio: è un paesaggio tutto costruito sulla suggestione dei suoni che giungono da lontano e dalla vastità spaziale indeterminata. La descrizione quindi è interamente ispirata alla poetica del “vago e indefinito”. Il che significa che non si tratta di una scena oggettiva, ma tutta interiorizzata, filtrata e trasfigurata dall’immaginazione soggettiva, dalla “doppia visione”.

La quiete dopo la tempesta: analisi, figure retoriche e commento

LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA ANALISI

La seconda parte è filosofica: il concetto centrare è che il piacere è “figlio d’affanno”, nasce dalla cessazione di un dolore o di un timore. È un concetto che Leopardi aveva già affermato nello Zibaldone; ma mentre allora riteneva i mali “Necessari alla stessa felicità” e pensava ce divenissero sostanzialmente dei “beni” ora la natura gli appare nemica, e anche il piacere è ormai considerato “vano”, inesistente. Il piacere provato dagli abitanti del villaggio deriva dal fatto che sono usciti dall’affanno provocato dalla tempesta; l’unico vero piacere per l’uomo consiste nel liberarsi da uno stato doloroso.
La poesia, come già in “A Silvia” si fonda sull’opposizione illusione/consapevolezza del “vero” e dalla gioia/contemplazione del dolore e del nulla. La poesia è fortemente unitaria, e le due parti sono indistinguibili: il senso profondo del testo è proprio nell’adesione al fervore di vita. È il ritmo generale dell’ispirazione leopardiana: e ciascuno dei due poli è necessario. Questo ritmo oppositivo si manifesta anche nella scrittura stilistica. La prima parte della poesia presenta movimenti sintattici limpidi e scorrevoli, fatti di frasi brevi e piane. La seconda parte è invece più tesa e drammatica . Lo stesso andamento si ha sul piano metrico: nella prima parte si crea una trama musicale di rime e di assonanze ( “vale” e “appare”), il carattere musicale è ulteriormente accentuato dal ricorrere della rima al mezzo (tempesta – festa).

Il sabato del villaggio: commento

ANALISI DEL TESTO IL SABATO DEL VILLAGGIO

Il sabato del villaggio: Il sabato è il momento dell’attesa, dell’euforia dei giovani. Inserito nella poetica di Leopardi è la rappresentazione della disvelazione del vero. “La gioventù è il luogo corso alla speme”, il sabato è l’attesa del “dì di festa” , essa è l’età adulta nella quale si dovrebbe privilegiare la ragione. Questo canto forma con la “Quiete dopo la tempesta” un dittico: ha la stessa struttura, prima una parte descrittiva poi una riflessiva, inoltre, nematicamente appare complementare alla Quiete: la il piacere era visto come cessazione di un dolore, qui come attesa di un godimento futuro, come speranza.