Recensione La macchina del tempo di Wells

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recensione dettagliata del libro La macchina del tempo di di G. Wells (2 pagine formato doc)

Recensione La macchina del tempo di Wells - Herbert George Wells è stato uno dei maggiori scrittori britannici dell’inizio del 1900.
Viene definito il padre del genere narrativo della fantascienza.
Uno dei maggiori romanzi del genere della fantascienza di questo scrittore è “la macchina del tempo”, pubblicato nel 1895.
Questo libro narra una storia immaginaria di un uomo, definito come Il Viaggiatore nel tempo, che inventa un macchinario capace di viaggiare nel tempo, nel futuro o nel passato.
Egli, dopo tanti anni di studi e di lavoro riesce a mettere a punto il macchinario, che verrà poi presentato a un ristretto numero di persone. Queste perplessi, non credono al funzionamento della macchina.

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Dopo qualche giorno di assenza dalla città di Londra, Il Viaggiatore nel tempo, si presenta a una cena con un aspetto strano: i suoi capi sono sporchi e stracciati e il suo aspetto è tutt’altro di una persona che sta bene.
Dopo aver cenato e bevuto, il Viaggiatore annuncia ai propri amici che è riuscito a viaggiare nel futuro.
Da questo momento per un lungo asso di tempo, il Viaggiatore narra ciò che ha vissuto nell’anno 802701.
Dopo essere “sbarcato” in questo posto quasi sperduto egli viene a contatto con degli esseri viventi, definiti Eloi. Con grande stupore il Viaggiatore si accorge che la società è ridotta e non evoluta, come se le scoperte che negli anni sarebbero state fatte, in questa epoca così lontana sono state dimenticate, quasi ripartendo da zero.
Questi “esseri” erano piccoli di statura, bianchi e minuti.
Il Viaggiatore però dopo aver esplorato brevemente i dintorni si accorge che la macchina del tempo era sparita. In preda del panico comincia a girare i posti cercandola invano.

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