Canto 10 Inferno: contrappasso e figure retoriche

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Canto 10 Inferno: contrappasso, riassunto per versi, personaggi (Farinata degli Uberti e Cavalcante dei Cavalcanti) e figure retoriche (22 pagine formato doc)

CANTO 10 INFERNO: CONTRAPPASSO

Canto X. 
Tempo 9 aprile 1300 (sabato santo), prime ore del mattino.
Luogo Sesto cerchio (dentro la città di Dite).

Vasta e desolata pianura cimiteriale disseminata di sepolcri infuocati, dai quali escono lamenti.
Nocchiero I diavoli, custodi della città di Dite.
Colpa L’eresia nelle sue varie forme (una delle quali è l’"epicureismo", cioè la negazione dell’immortalità dell’anima).
Pena Le anime sono poste in sepolcri (che saranno tutti serrati dopo il Giudizio universale) arroventati da fiamme. Contrappasso: le fiamme evocano per analogia il rogo con cui gli eretici venivano puniti nel Medioevo.
L’essere posti in sepolcri è pena più specifica per gli epicurei: sono come morti dentro le tombe perché hanno "fatto morire" l’anima non avendo creduto nella sua immortalità. La condanna a "vedere" solo il futuro lontano sembrerebbe essere invece un contrappasso per antitesi perché gli epicurei non hanno dato un "futuro" all’anima.

Inferno: gironi e struttura | Canto 1: analisi, parafrasi, figure retoriche | Canto 2: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 3: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 5: parafrasi, commento e figure retoriche del canto di Paolo e Francesca | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 10: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 13: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 22: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 26: testo, parafrasi e figure retoriche del Canto di Ulisse | Canto 33: testo, parafrasi e figure retoriche |

FARINATA DEGLI UBERTI INFERNO

Personaggi: Dante e Virgilio. Farinata degli Uberti, Cavalcante dei Cavalcanti, l’imperatore Federico II di Svevia, il cardinale Ottaviano degli Ubaldini. È nominato Epicuro ed è evocato Guido Cavalcanti (vivente).
Sequenze narrative
1-21 Dante e Virgilio camminano tra i sepolcri. Il primo chiede se è possibile vedere le anime: Virgilio risponde che i sepolcri saranno tutti chiusi dopo il Giudizio universale e la resurrezione dei corpi e che in quel punto del cerchio sono puniti i seguaci di Epicuro che l’anima col corpo morta fanno.
22-51 La voce improvvisa di Farinata spaventa Dante. Inizia il dialogo tra i due. Alla domanda su chi fossero i suoi antenati Dante risponde prontamente e Farinata afferma di averli cacciati da Firenze due volte. Dante controbatte: essi rientrarono entrambe le volte, ma i discendenti di Farinata non seppero fare altrettanto.
52-72 Compare all’improvviso dal bordo della tomba l’anima di Cavalcante che chiede a Dante perché il proprio figlio Guido non sia con lui. Dante risponde che Guido "disprezzò" la donna verso la quale egli è condotto da Virgilio (Beatrice, ovvero la Teologia). Avendo Dante usato un verbo al passato, il suo interlocutore è preso dal dubbio che il figlio sia morto; Dante esita a rispondere e Cavalcante ricade nel sepolcro.

Canto 10 Inferno: figure retoriche e analisi del testo

CANTO 10 INFERNO FIGURE RETORICHE

73-93 Farinata confessa che l’esilio dei suoi familiari lo tormenta più della pena infernale, profetizza a Dante il suo imminente esilio e gli chiede perché i fiorentini siano tanto ostili verso gli Uberti. Dante risponde che è ancora vivo il ricordo della strage di Montaperti e Farinata ribatte che egli non fu il solo responsabile di quell’evento, ma che è per merito suo se Firenze non è stata rasa al suolo dopo quella sconfitta.
94-120 Dante chiede a Farinata di sciogliergli il dubbio sul fatto che i dannati sembrano non conoscere il presente: Farinata risponde che possono conoscere solo il futuro lontano. Dante lo prega allora di dire a Cavalcante che suo figlio Guido è ancora vivo. Poi Farinata nomina altri epicurei.
121-136 Dante, turbato, procede con Virgilio, il quale lo esorta a ricordare le parole della profezia di Farinata e a chiederne spiegazione a Beatrice. I due giungono davanti a un profondo vallone da cui proviene un odore sgradevole.