Riassunto su Svevo e Pirandello

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riassunto su Italo Svevo e Luigi Pirandello (12 pagine formato doc)

Riassunto su Svevo e Pirandello - Italo Svevo.

Italo Svevo è uno pseudonimo di Aaron Ettore Shmilz, un uomo che soggiornò in Germania, imparando il tedesco. Negli anni 90 dell’800 sia Svevo che Pirandello pubblicarono le loro opere. Italo Svevo era originario di Trieste (città austroungarica fino al 1918) ed è un incrocio di culture e lingue differenti. A Trieste c’era un forte desiderio di indipendenza e anche un incontro tra cultura tedesca e latina, slava ed ebraica.

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I suoi genitori erano ebrei, sua madre era italiana e il padre svevo, ed era un industriale. Svevo non era un umanista, un letterato tradizionale, ma compie degli studi commerciali perché il padre controllava una ditta di vetrami e lui avrebbe ereditato il suo lavoro grazie allo studio presso delle scuole tecniche in Germania.
Durante il corso della sua gioventù Svevo subì una grave declassazione, soprattutto a livello economico, dovuta al fatto che gli affari andavano molto male per l’azienda paterna, così l’autodidatta Svevo, che leggeva autori moderni, iniziò a lavorare in una filiale triestina, passando così giornate grigie, cupe e noiose.

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Si sposò con una Veneziani, una ricca famiglia di Trieste, e così poté combattere definitivamente la declassazione subita precedentemente.
Inizia così a dirigere l’azienda dei suoceri e viaggia qua e là in giro per l’Europa, imparando nuove lingue e conoscendo James Joyce, il quale lo influenzò molto nei suoi scritti.
Prima della guerra si interessò molto di psicoanalisi nutrendo però sospetti sull’utilità pratica di tale disciplina freudiana, ma è molto attratto dal fatto che la psicoanalisi freudiana possa aiutare a conoscersi meglio.
Pubblicò nel 1892 e nel 1898 alcune opere piuttosto fallimentari, ovvero ‘’Una vita’’, in cui è racchiuso un suo gusto di ricostruire il passato, e ‘’Senilità’’.
In entrambe le opere si delinea la figura di un nuovo personaggio, l’inetto.

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L’opera ‘’Senilità’’ è stata intitolata in questo modo non perché il protagonista è di età avanzata ma perché la sua vecchiaia è spirituale, non anagrafica, e costruisce alibi, giustificazioni per placare la sua irrequietudine interiore.
Secondo Svevo scrivere aiuta a capirsi meglio e nel 1923 pubblica il suo capolavoro, ‘’La coscienza di Zeno’’, che però in Italia non è molto capito dal pubblico ed è un romanzo psicologico in cui la figura dell’inetto è portata al massimo livello.

Nei romanzi ‘’Una vita’’ e ‘’Senilità’’ la tecnica di narrazione è ottocentesca, ovvero Svevo fa uso di un narratore esterno e racconta la realtà dal punto di vista dei protagonisti.

In ‘’Una vita’’ Svevo si immedesima nel protagonista: entrambi vivono a Trieste e appartengono alla media borghesia ma hanno subito un processo di declassazione sociale ed economica che li vede costretti a lavorare in un ambiente poco fantasioso compiendo un lavoro ripetitivo.
Sia Svevo che il protagonista di ‘’Una vita’’ sono poco adatti al lavoro che svolgevano e lo subiscono: la loro vocazione è letteraria e filtrano la realtà attraverso le opere letterarie che conoscono e non hanno un solido collegamento con la realtà effettiva.